Ponte Margherita, il Comitato incontra il Presidente facente funzioni Lavornia

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Venerdì, 17 Febbraio 2017 17:09

ALIFE/DRAGONI- Si è svolto stamane, presso gli uffici della Provincia a Caserta, un incontro chiesto e ottenuto dal Comitato Pro Ponte Margherita per discutere della chiusura del viadotto.
Riunione durante la quale il Presidente facente funzioni della Provincia di Caserta Silvio Lavornia ha informato i presenti, una delegazione del Comitato Pro Ponte, in merito alle ultime decisioni adottate dall'Ente per risolvere la questione Ponte Margherita, in attesa che il Genio Civile si pronunci in merito al progetto posto in essere dalla stessa Provincia per i lavori di messa in sicurezza del viadotto, chiuso 13 mesi or sono.
Per cercare una soluzione ai non pochi disagi che tutti i cittadini si trovano ad affrontare ogni giorno si è deciso pertanto di iniziare a stretto giro dei lavori di puntellamento per rinforzare una delle due corsie di marcia, quella che presenta meno criticità, come provato anche le prove di carico effettuate dalla società di Bolzano, per poi riaprire subito a una sola corsia e a 3,5 tonnellate in attesa di risposte dal Genio Civile in merito al progetto di messa in sicurezza redatto dalla Provincia.
"Dopo aver comunicato al Genio Civile questo tipo di intervento potranno già cominciare i lavori di puntellamento, per i quali il ponte dovrà necessariamente rimanere chiuso per non più di sette giorni. Se in corso d'opera si dovessero verificare le condizioni per poterlo riaprire a carichi maggiori di certo le prenderemo in considerazione, sempre in attesa che il Genio Civile ci autorizzi a procedere con i lavori di messa in sicurezza già programmati". Questa la dichiarazione del Presidente facente funzioni della Provincia di Caserta Silvio Lavornia.

Ponte Margherita, il Comitato scende in piazza, sabato 11 febbraio a Dragoni: "Chiediamo la partecipazione di tutti"

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Giovedì, 09 Febbraio 2017 08:56

DRAGONI - È entrata ufficialmente nel vivo l'organizzazione di un sit in in programma per la mattina di sabato 11 febbraio presso il Comune di Dragoni. A promuovere l'iniziativa l'Osservatorio Ponte Margherita, meglio conosciuto come Comitato Pro Ponte. A partire dalle ore 9:00 non solo i componenti del comitato ma tutti coloro che vorranno partecipare scenderanno in piazza per chiedere e ottenere delle risposte. "Sarà un appuntamento fisso, ci incontreremo ogni sabato fino a quando non le otterremo", fanno sapere dal comitato.
Una manifestazione che avrà lo scopo di sollecitare il Presidente f.f. della Provincia di Caserta e gli organi tecnici, amministrativi e politici dello stesso Ente, affinché si provveda in tempi rapidi e certi alla riapertura del Ponte Margherita, anche alla luce della dichiarazione di transitabilità rilasciata dall'Ing. Settimo Martinello da Appiano (BZ), sulla base degli studi e delle analisi sperimentali effettuati dalla Società "4 Emme Service S.p.A. - Prove Sperimentali in Sito" con sede a Bolzano.
"Lanciamo un appello a tutti coloro che sono danneggiati da questo disagio, - dicono i componenti del Comitato - ma anche a coloro che vogliano sostenere l'iniziativa per amore della verità. Vogliamo che sia riaperto immediatamente il Ponte Margherita. Ci sono le condizioni. C'è la dichiarazione di transitabilità. Vogliamo oculatezza nelle scelte. Vogliamo rispetto. Ci sono le carte. Basta con questa farsa. Basta con le prepotenze e con questo tiro alla fune che non giova a nessuno".

Ponte Margherita, il Comitato Pro Ponte: “I fatti accaduti stamane rispecchiano la superficialità con cui si sta affrontando la vicenda”

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Martedì, 07 Febbraio 2017 19:08

ALIFE/DRAGONI – Continua a fare scalpore la situazione ormai grottesca che riguarda la famosa chiusura di Ponte Margherita. Dopo le polemiche sollevate nelle ultime ore dal Presidente facente funzioni della Provincia di Caserta Silvio Lavornia, in merito all'atteggiamento poco collaborativo soprattutto dei componenti del Comitato Pro Ponte e in merito all'invito a pazientare ancora qualche giorno, stamane il colpo di scena: il sequestro di uno dei mezzi mandati dalla Provincia di Caserta a chiudere il ponte.
Di buon mattino, infatti, la class action messa in piedi dalla Provincia di Caserta per chiudere definitivamente il Ponte Margherita, per far rispettare l'ordinanza emanata nel 2015 dallo stesso Ente, ha messo a segno l'ennesima superficialità. Chiusura, quella prevista, in attesa di completare l'iter burocratico per dare avvio ai lavori di messa in sicurezza al viadotto, nonostante il Comitato Pro Ponte Margherita abbia dimostrato con una dichiarazione di transitabilità la possibilità di riaprirlo subito. Ma durante i lavori l'amara scoperta: i Carabinieri di Alife hanno riscontrato che uno dei mezzi era sprovvisto di copertura assicurativa e perciò ne ha disposto il sequestro immediato.
"Una situazione che parla da sola, – fanno sapere dal Comitato – quanto accaduto stamane è la dimostrazione del fatto che sin dal 2015 si continua ad assistere a degli sbagli che rivelano con quanta superficialità si sta affrontando una vicenda che ha dell'incredibile. A breve organizzeremo un sit in per chiedere, ancora una volta, l'immediata riapertura del ponte e confidiamo nella collaborazione e nel supporto, anche solo in termini di presenza, dei cittadini che in un modo o nell'altro sono danneggiati da questa situazione. Vogliamo con forza che la voce di chi sta pagando sulle proprie spalle lo scotto di errori che si ripetono e si accumulano nel tempo non rimanga inascoltata. Altro che prove di carico – ironizzano i componenti del Comitato – il peso di tutti i mezzi che stamane hanno sostato sul viadotto supera di gran lunga quello con il quale sono state effettuate le prove di carico. E' proprio il caso di dire che anche stavolta il ponte a rischio crollo ha retto bene".

Ponte Margherita, il Comitato Pro Ponte: “il presidente Lavornia mente sapendo di mentire”

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Lunedì, 06 Febbraio 2017 19:28

ALIFE/DRAGONI – Ritorna alla ribalta l'argomento Ponte Margherita. Tuona il presidente facente funzioni della Provincia di Caserta Silvio Lavornia che riprende la via del terrorismo mediatico: "struttura viaria pericolosa e a rischio crollo" anche se le modalità di chiusura sono state ridicole perché ad oggi effettivamente si passa ma non si passa. Via necessaria quella del terrorismo mediatico proprio perché adesso c'è bisogno di giustificare i lavori di messa in sicurezza che stanno per essere avviati nonostante il fatto che il Comitato Pro Ponte abbia dimostrato, a proprie spese, che le problematiche su cui intervenire sono ben altre e che il viadotto potrebbe essere immediatamente riaperto senza sperpero di denaro pubblico.
Addirittura l'operato degli operatori economici del territorio, ormai con l'acqua alla gola, è stato definito "opera di disturbo" dal presidente facente funzioni che vuole apparire oggi come il salvatore della Patria.
"Nell'appellarsi al "senso di responsabilità e alla ragionevolezza" il presidente Lavornia continua a mentire sapendo di farlo e continua a voler puntare su lavori che non servono", dichiarano i componenti del Comitato Pro Ponte. "Offende l'intelligenza delle persone, - continuano - quando parla ancora una volta di un ponte a rischio crollo e nel contempo dichiara che "nel giro di qualche giorno si potrà riaprire almeno una corsia del ponte", e dunque crolla o non crolla?"
Un Ente Provincia che oggi prende le distanze dal dirigente che ne ha ordinato la chiusura e che prende le distanze anche dalla Regione Campania, sperando che "procedano con solerzia" per i permessi necessaria per l'inizio dei lavori. Un Ente Provincia che non si assume nessuna responsabilità ma a questo punto la domanda è necessaria: se non è colpa della politica, cos'ha fatto la politica per farlo riaprire?
Con prepotenza Lavornia incoraggia: "Ancora qualche giorno di pazienza"
Ci si appella al senso di "responsabilità e alla ragionevolezza", ma quale responsabilità e quale ragionevolezza c'è stata da parte di chi doveva tutelare gli interessi dei cittadini tutti e dunque approfondire le indagini e provvedere con sollecitudine a ridurne il transito al posto di chiudere il viadotto senza necessità, come ben si evince dal Certificato di transitabilità rilasciato dalla società di Bolzano che ha effettuato le prove di carico?
"Evitare scontri, polemiche e veleni che rischierebbero solo di bloccare", questo si legge nel comunicato della Provincia ma "questo altro non è che un ricatto morale che ha il chiaro intento di intimidire tutti i cittadini che ormai sono a conoscenza della verità", dichiarano i componenti del Comitato Pro Ponte.
"Fermarsi proprio ora che ci troviamo ad un passo dal traguardo", ancora si legge. Ma di quale traguardo stiamo parlando? Forse di quel nastro di cui il Comitato parlava qualche tempo fa, il nastro che il facente funzioni si sta apprestando a tagliare per appuntarsi qualche medaglia al petto.
"Folli" ed "irresponsabili" infine lo sono stati tutti coloro che ormai più di un anno fa hanno chiuso un ponte in maniera illegittima e che oggi hanno bisogno di coprire e giustificare scelte scellerate perché coscienti che dovranno pagare i danni alle attività economiche del territorio, "fino all'ultimo centesimo", fanno sapere dal Comitato. Operatori economici ormai portati all'esasperazione dal vedere le proprie aziende morire giorno per giorno a causa dell'incapacità altrui.

Ponte Margherita, riunione in Regione: patata bollente al Genio Civile di Caserta

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Venerdì, 13 Gennaio 2017 11:53

ALIFE/DRAGONI - Si è svolto ieri pomeriggio, 12 gennaio, presso gli uffici della Regione Campania, al Centro Direzionale di Napoli, un incontro fortemente voluto dalla VII Commissione Permanente Ambiente – Energia – Protezione Civile, e quindi dal presidente Gennaro Oliviero, per discutere sull'annosa vicenda del Ponte Margherita. Un incontro organizzato, infatti, per monitorare gli interventi previsti e programmati dalla Provincia di Caserta in merito alle problematiche relative all'ex ss 158 Valle del Volturno. Un confronto con tutti gli attori della vicenda, dunque. Doveroso precisare che il viadotto in questione è gestito dalla Provincia di Caserta pur trattandosi di un bene di proprietà della Regione Campania. Altrettanto doveroso ribadire che nel giugno 2016 la Regione Campania ha trovato la copertura finanziaria per intervenire sui lavori a farsi, affidando alla Provincia di Caserta un finanziamento pari a 700mila euro.
Presenti tra gli altri anche il vicepresidente della Regione Campania Fulvio Bonavitacola, oltre che i componenti dell'Osservatorio Ponte Margherita e il Presidente facente funzione della Provincia di Caserta Silvio Lavornia, accompagnato dai componenti del Comitato tecnico scientifico che ha redatto il progetto d'intervento.
Il primo ad intervenire è stato il consulente tecnico del Comitato Pro Ponte, l'architetto Alfredo Di Pinto, immerso in una lunga e dettagliata disamina di ogni atto prodotto sulla vicenda fino a questo momento in seguito alla quale è stata evidente la carenza progettuale e l'illegittimità della chiusura, avvenuta un anno fa. Chiarissima oggi la posizione della Provincia: lavori a tutti i costi anche se non mirati a risolvere definitivamente il problema e nessuna riapertura immediata nonostante la dichiarazione di transitabilità rilasciata da autorevoli professionisti che hanno effettuato, il mese scorso, le prove di carico richieste e finanziate dai componenti del Comitato Pro Ponte (Osservatorio Ponte Margherita). "Ognuno si dovrà assumere le responsabilità dei danni subiti". Questo l'accorato appello del Comitato Pro Ponte, o meglio di quei cittadini dell'Alto Casertano che rappresentano un'economia ormai al collasso.
Una perplessità si aggiunge alle tante altre messe a nudo dal Comitato Pro Ponte: se il motivo della chiusura è stato la pessima qualità dei materiali cosa prevede oggi l'intervento (che costerà complessivamente 700mila euro) sui materiali?
A fare il punto della concitata riunione è stato proprio il Presidente della VII Commissione Oliviero che, a nome anche del vicepresidente della Regione Campania Bonavitacola, ha disposto che proprio in queste ore il Genio Civile di Caserta esamini la validità del progetto posto in essere dalla Provincia. Un progetto che se dovesse risultare non idoneo comporterebbe la revoca del finanziamento da parte della Regione Campania.

Ponte Margherita, una società di Casoria si aggiudica i lavori

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Mercoledì, 11 Gennaio 2017 15:03

ALIFE/DRAGONI – Sempre a firma dell'ingegnere Antonino Del Prete è stato pubblicato sul sito della Provincia di Caserta, con Prot. n. 14/SEC del 09.01.2016, l'esito della procedura di gara per l'affidamento dei lavori di messa in sicurezza del ponte Margherita sulla SP330 denominata ex SS 158 della Valle del Volturno. Lavori che ammontano ad un importo complessivo di € 458'350.00 + IVA.
Con il documento citato si rende noto che il 9 gennaio 2017 si è conclusa la Procedura Aperta dei lavori, aggiudicati con il metodo del prezzo più basso e con l'esclusione automatica delle offerte anomale ai sensi dell'Art.97, commi 2 ed 8 del D. Lgs. 50/2016: 213 sono state le ditte partecipanti, di cui 3 escluse e 210 ammesse.
Aggiudicataria è risultata essere la GI.GA. PROJECT SRL con sede in CASORIA (NA) in s.s. 87 sannitica, 60 ribasso: 36.9722%%; mentre seconda classificata ENERSUD S.R.L. con sede in CANCELLO ED ARNONE (CE) in VIA ROMA, 32 RIBASSO 36.8785% %.

Ponte Margherita, il Comitato Pro Ponte scrive all’Autorità Nazionale Anticorruzione

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Giovedì, 05 Gennaio 2017 20:11

ALIFE/DRAGONI – Alla luce di nuovi accadimenti l'Osservatorio Ponte Margherita, meglio noto come Comitato Pro Ponte, ha provveduto nel pomeriggio di oggi, 5 gennaio, a produrre ed inviare una corposa documentazione all'Autorità Nazionale Anticorruzione, appellandosi al presidente Raffaele Cantone.
Dopo il concitato pomeriggio di ieri, infatti, giorno in cui si è riunito il Comitato Tecnico Scientifico istituito presso la Provincia di Caserta per affrontare la questione Ponte Margherita, non solo si sono continuati ad ignorare i risultati delle prove di carico commissionate dal comitato ma si è proceduto a produrre tutta una serie di documenti i cui contenuti esilaranti hanno spinto i componenti del Comitato a rivolgersi all'ANAC (Autorità Nazionale Anticorruzione).
Questo è quanto si è segnalato:
1. con riferimento al citato verbale prot. n. 42 del 04/01/2017, l'ing. Della Corte dichiara che il "progetto presentato ed in corso di approvazione presso il Genio Civile di Caserta [...] può essere realizzato secondo il seguente crono programma, previo accorgimenti in corso d'opera"; tuttavia ciò prefigura la fattispecie secondo cui il progetto esecutivo sebbene sia in corso di appalto, per quanto non ancora approvato dal Genio Civile, necessiti di modificazioni già note, ovvero di una variante. Tale fattispecie appare in contrasto con il dettato del Codice degli Appalti;
2. sempre con riferimento al verbale prot. n. 42, l'ing. Della Corte espone un cronoprogramma di interventi di cui non vi è traccia nel progetto esecutivo da egli stesso redatto, e che, peraltro, sembra ricalcare le indicazioni fornite negli studi redatti dalla società 4 Emme service S.p.A. e dall'Ing. Settimo Martinello per conto dell'Associazione Osservatorio Ponte Margherita. Tale dichiarazione, tuttavia, appare un maldestro tentativo di accomodare un progetto ben differente, nonché un'ulteriore conferma della necessità, nota fin da ora, mentre è in corso la gara d'appalto, di una variante al progetto esecutivo dei lavori per la riapertura del Ponte Margherita;
3. ancora in riferimento al verbale prot. n. 42, l'ing. Della Corte dichiara che sarà possibile "l'apertura alla consegna dei lavori di una corsia, con transito consentito ai veicoli di max 3,5t". Ciò sembra significare che il ponte sia ad oggi transitabile, a corsia unica, con veicoli di massa non superiore alle 3,5 t e, considerando che da quando è stato chiuso lo stesso Ponte non ha subito alcun intervento, ciò significa che esso è sempre stato transitabile e, pertanto erroneamente chiuso. Chiusura che, tuttavia, è stata basata, sin dal principio sulla scorta di uno studio per la verifica della vulnerabilità sismica e la valutazione della sicurezza del Ponte Margherita, redatto dallo stesso ing. Della Corte, ove si dichiarava, al Par. 13. CONCLUSIONI – CONSIDERAZIONI FINALI dell'elaborato R1 – Relazione di Calcolo, "si conclude che il ponte oggetto di studio non presenta i livelli di sicurezza minimi di norma per il transito dei mezzi in quanto le verifiche risultano non soddisfatte. Si suggerisce pertanto di: adottare il provvedimento di divieto di transito veicolare e pedonale sul ponte". Conclusioni confermate dallo stesso professionista nel Marzo 2016 nell'elaborato REL INT – Relazione integrativa, redatto nell'ambito di uno studio integrativo commissionatogli dalla Provincia di Caserta. In definitiva, lo stesso professionista nel Dicembre 2015 affermava la necessità di una chiusura al traffico veicolare e pedonale, confermandolo pienamente nel Marzo 2016, poi, nel Gennaio 2017, afferma che il ponte è transitabile, senza alcun intervento, ad una corsia, così come scientificamente provato dagli studi commissionati dall'Associazione Ponte Margherita. Ciò rafforza ancor più l'idea di un progetto esecutivo non propriamente adeguato che sarà, secondo le dichiarazioni dello stesso Della Corte nonché degli oggettivi fatti esplicitati, oggetto di varianti già note fin d'ora, mentre è in corso la gara d'appalto. Si segnala, a tal proposito, che la chiusura, di fatto ingiustificata, per detta dello stesso ing. Della Corte, del Ponte Margherita ha causato disagi sociali e danni patrimoniali enormi alle popolazioni e agli operatori economici dell'Alto Casertano ed ha esposto migliaia di cittadini a gravi rischi per la loro sicurezza e la loro salute".
Documento che si conclude così: "all'Autorità Nazionale Anticorruzione (ANAC) si chiede di porre in atto le azioni che riterrà necessarie e più opportune al fine di garantire la regolarità e la legalità delle procedure di gara in corso di espletamento, nonché per assicurare la trasparenza nella gestione del denaro pubblico, a tutela dei cittadini tutti".

Ponte Margherita, il Comitato ha consegnato tutto anche alla Procura della Repubblica

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Mercoledì, 04 Gennaio 2017 07:38

ALIFE/DRAGONI – Formalizzato nella mattinata di ieri, 3 gennaio 2017, quanto preannunciato nei giorni scorsi dal Comitato Pro Ponte. Informata dunque anche la Procura della Repubblica della mancata riapertura del Ponte Margherita, nonostante la dichiarazione di transitabilità rilasciata dai professionisti di Bolzano incaricati di effettuare le prove di carico al viadotto. Prove autorizzate regolarmente dalla Provincia di Caserta (ente gestore del bene) che oggi pare non voglia tenere conto dei risultati positivi al tal punto che sta procedendo con la gara di appalto, in programma per il 9 gennaio l'apertura delle offerte economiche.
Il Comitato "segnala alla Procura della Repubblica [...] il fondato rischio che venga negata l'immediata apertura del ponte al costo di circa 20mila euro, spendendo circa € 500.000 per lavori, oltre spese generali per circa € 200.000, per complessivi €700.000, previsti dal progetto della Provincia di Caserta, finanziato interamente dalla Regione Campania, per ottenere la riapertura alle medesime condizioni, con l'aggravante di doverlo dismettere e demolire tra due anni, per consentire così la realizzazione di una nuova infrastruttura che lo sostituisca, con una previsione di costo pari a circa 8 milioni di euro, già inseriti nella programmazione di fondi pubblici previsti dal Patto per il Sud. Si evidenzia che l'ammontare del finanziamento di € 700.000 può essere proficuamente utilizzato per la risoluzione delle effettive problematiche del Ponte Margherita, e dunque per la sua riapertura definitiva con piena funzionalità, senza dover impegnare e spendere inutilmente notevoli risorse pubbliche per la realizzazione di un nuovo ponte non necessario". Questo si legge nel documento inviato anche al Genio Civile di Caserta a cui si segnala: "che il progetto presentato dalla Provincia di Caserta per ottenere l'autorizzazione sismica propedeutica alla realizzazione dei lavori al Ponte Margherita, come evidenziato dalle risultanze degli studi, delle prove di carico e delle analisi strumentali effettuate, nonché dalla dichiarazione di transitabilità, prevede interventi non pienamente coerenti con le reali necessità e criticità strutturali del ponte, di fatto configurandosi come un insieme di lavorazioni che non sono risolutive degli aspetti che destano maggiori preoccupazioni e non assicurano un miglioramento sostanziale delle condizioni di sicurezza per un'infrastruttura strategica per il territorio, qual è il Ponte Margherita, destinandolo, quindi, irrimediabilmente alla demolizione ed alla previsione di costruzione di un nuovo ponte".

Ponte Margherita, il Comitato: “Al Presidente Lavornia non dicono la verità, gli raccontano storie e false informazioni” VEDI ALLEGATI

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Venerdì, 30 Dicembre 2016 12:01

ALIFE/DRAGONI – Stando alla reazione suscitata con il comunicato stampa divulgato ieri dal Comitato Pro Ponte, è ormai evidente: il presidente facente funzioni Silvio Lavornia, a cui va riconosciuto la buona fede e la forte intenzione di voler riaprire il ponte in tempi abbastanza brevi (anche se purtroppo è trascorso già un anno), non è informato in modo adeguato sulla pratica del Ponte Margherita in quanto i suoi dirigenti e i suoi tecnici incaricati non gli fanno ben capire i contenuti del progetto da loro preparato e da Lavornia approvato.
Infatti dall'esame del progetto, "PROGETTAZIONE ESECUTIVA PER LE OPERE DI MESSA IN SICUREZZA DEL PONTE MARGHERITA SULLA S.P. 330 IN DRAGONI", redatto dall'ing. Domenico Della Corte, condiviso e validato dall'ing. Antonino Del Prete, dirigente del settore viabilità della Provincia di Caserta, si evince che:
A - dalla "Relazione Generale":
- a pag 3 "1.Premessa", che si allega in copia, come evidenziato in giallo, viene riportato che sarà consentito il passaggio di veicoli con massa a pieno carico fino a 3,5 q.li (trattasi chiaramente di un errore di battitura), ci auguriamo che siano effettivamente 35 quintali;
- a pag 8 "2.2 – Opere di Completamento stradale", che si allega in copia, come evidenziato in giallo, che ci sarà un "inserimento di barriera di barriera di sicurezza in acciaio zincato tipo H2 idoneo al montaggio sul bordo laterale o centrale, in modo da limitare l'uso della carreggiata";
- a pag 12 "7. Dispositivi di ritenuta", che si allega in copia, come evidenziato in giallo, "Il progetto prevede l'inserimento di un profilo redirettivo tipo H2 al centro della carreggiata in modo da evitare il transito sulla zona "sbalzo" del ponte". Poiché il ponte è largo complessivamente 9,80 m, la carreggiata ridotta alla metà sarà pari a 4,90 m, non consentendo quindi di prevedere due corsie di marcia in quanto le strade di tipo C, "Extra urbana secondaria C2", prevedono una larghezza della corsia di 3,50 m con larghezza minima della banchina in destra pari a 1,25 m, pari quindi complessivamente a non meno di 4,75 m, come stabilito dal D.M. n. 6792 del 5 novembre 2001 del Ministero delle Infrastrutture e dei trasporti.
B – dalla "Relazione di calcolo strutturale":
- pag 10, punto 5 Progetto di messa in sicurezza, al comma 5.1, introduzione, che si allega in copia, come evidenziato in giallo, "garantire il transito dei veicoli con massa a pieno carico fino a 35 q.li", "di addivenire al rapido riuso al transito del ponte Margherita, seppure limitato alla massa veicolare di 3,5 t e al tempo di esercizio di due anni"ed ancora "Pertanto l'obiettivo primario è il ripristino della sola agibilità statica del ponte e al transito di masse veicolari non maggiore di 3,5 t";
- pag 11, punto 5.3 Sicurezza e prestazioni attese, che si allega in copia, come evidenziato in giallo, "Con riferimento al punto 2.4.1 delle NTC 08, l'intervento in progetto è previsto per una vita nominale di due anni (opere provvisorie – opere provvisionali – strutture in fase costruttive di cui alla tabella 2.4.I delle ntc 08), ed ancora "i calcoli allegati alla presente sono stati eseguiti prevedendo, nella durata dei due anni, il transito di veicoli aventi una massa complessiva non superiore a 3,5 t. Le conseguenti verifiche sono di tipo statico. DOPODICHÉ IL PONTE DEVE ESSERE DEMOLITO;
- pag 41, si allega in copia, come evidenziato in giallo, "Trattandosi di interventi locali di messa in sicurezza del ponte per l'utilizzo provvisorio limitato ai due anni, con riferimento al punto 2.4.1 delle NTC 08, le analisi vengono eseguite nelle sole condizioni di carichi statici omettendo le azioni sismiche. Pertanto è stata eseguita l'analisi statica per carichi verticali ed orizzontali previsti dalla normativa facendo riferimento al transito veicolare con massa non superiore a 3,5 t.
In conclusione si informa il Presidente f.f. della Provincia che i costi preventivati per le attrezzature necessarie alla riapertura del ponte (portale per limitazione altezza, barriera H2 per limitazione corsia di marcia e impianto semaforico), come richiesto dal Comitato, ammontano, pur largheggiando, a non più di circa 20mila euro e non a 60mila euro, come dichiarato dallo stesso Lavornia in base ai conteggi effettuati dai suoi tecnici e dirigenti della Provincia.
Questo l'appello del Comitato: "Caro Presidente f.f., siamo stati accusati addirittura di essere fonte di procurato allarme ma il nostro obiettivo è sempre e solo uno: chiedere la riapertura immediata di un ponte al costo di circa 20mila euro a fronte dei circa 500mila previsti dal progetto della Provincia per ottenere la riapertura alle medesime condizioni con l'aggravante di volerlo demolire tra due anni. Questi 500mila euro, caro Presidente, possono essere utilizzati per la risoluzione del problema e dunque per la riapertura definitiva e la piena funzionalità del Ponte Margherita. Confidiamo nel suo buonsenso".

Ponte Margherita, il Comitato Pro Ponte verso la Procura della Repubblica: “la Provincia tace”

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Giovedì, 29 Dicembre 2016 14:20

ALIFE/DRAGONI – Amaro appare oggi uno dei concetti più importanti presente nelle oltre 80 pagine di relazione concernente le prove di carico effettuate sul Ponte Margherita: "Da tutte queste valutazioni, che evidenziano un comportamento perfettamente elastico, se ne deduce che il carico di 20 t è sopportabile dalla struttura in estrema sicurezza".
"Ma come si suol dire "non c'è peggior sordo di chi non vuol sentire"", così esordiscono i componenti del Comitato Pro Ponte ancora in attesa di risposta dopo aver chiesto l'apertura al transito del Ponte Margherita. "E' sconcertante quanto sta accadendo in queste ore, - aggiungono dal Comitato - nonostante il Comitato abbia consegnato alla Provincia la relazione con allegata la dichiarazione di transitabilità del ponte, a firma dell'Ing. Settimo Martinello, l'Ente di Corso Trieste non solo tace ma pubblica con noncuranza e a firma dell'Ing. Antonino Del Prete, lo stesso che ordinò la chiusura del viadotto esattamente un anno fa, l'avviso dell'apertura delle offerte economiche concernenti il Bando in corso". Apertura delle buste in programma per il 9 gennaio 2017, come si legge dall'avviso pubblicato sul sito della Provincia. Neppure di fronte all'evidenza, dunque, sembrano intenzionati a fermarsi e ad aprire per il bene di tutti un ponte rimasto ingiustamente, ormai è ufficiale, chiuso da un anno. La procedura aperta per l'affidamento dei lavori di messa in sicurezza del Ponte Margherita è dunque ancora valida, "si vogliono portare avanti una serie di interventi "inutili" per poi ottenere la riapertura ad una sola corsia, cosa che potrebbe essere fatta immediatamente, come hanno scritto nero su bianco gli esperti", tuonano dal Comitato. Ha dell'assurdo infatti il dettaglio non irrilevante secondo cui a seguito dei lavori progettati dalla Provincia il ponte riaprirebbe ugualmente ad una sola corsia per poi essere definitivamente richiuso tra due anni. Totalmente ignorate dunque, le certificazioni molto più che autorevoli (chieste e pagate dai componenti del Comitato), che dichiarano la transitabilità del Ponte alle stesse condizioni, quindi ad una corsia, senza la necessità di effettuare lavori. "La cosa ancora più grave, - aggiungono dal Comitato - è che dalle certificazioni prodotte dai tecnici incaricati dalla Provincia i "veri" problemi del Ponte (oltretutto attribuibili ad un totale stato di abbandono e dunque alla mancata manutenzione) non sono neppure menzionati e addirittura c'è difformità con i disegni stessi. Abbiamo sperato in un dialogo per il bene di tutti ma siamo costretti a rivolgerci perciò alla Procura della Repubblica", conclude il Comitato.

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