Articoli filtrati per data: Gennaio 2017

Era in attesa del giudizio di secondo grado dopo la condanna a 23 anni per omicidio. Da settembre aveva cominciato a rifiutare il cibo e le sue condizioni di salute sono rapidamente peggiorate. Il coma e poi la morte a Napoli, in una struttura ospedaliera. Per mesi i suoi familiari avevano chiesto la scarcerazione per motivi di salute ma non gli era stata mai accordata. E' la storia di Stefano Crescenzi, 37enne romano, accusato dell'omicidio di Giuseppe Cordaro, avvenuto a Roma nel 2013. La denuncia arriva dai suoi difensori, Daniele Fiorino e Dario Vannetiello, che già da tempo avevano sollecitato la scarcerazione del loro assistito. In base a quanto affermano i due penalisti, il dramma di Crescenzi inizia nello scorso mese di settembre quando comincia a rifiutare il cibo in carcere, a Livorno. "Il Dap ­ affermano gli avvocati ­ ritiene che Crescenzi non potesse rimanere presso un ordinario istituto penitenziario e decide di trasferirlo da Livorno al centro clinico della casa circondariale di NapoliSecondgliano". Malgrado il trasferimento, le condizioni di salute del detenuto peggiorano ancora e, dopo pochi giorni dal suo arrivo a Napoli, i sanitari della struttura penitenziaria "si rendono conto che non avrebbero potuto apprestare le cure al detenuto, le cui condizioni diventavano incontrollabili". La direzione sanitaria del penitenziario partenopeo, dunque, decide per il trasferimento al Cardarelli e di lì all'Ospedale Giovanni Bosco, dove sarebbe poi deceduto. Nelle settimane precedenti alla drammatica accelerazione degli eventi, i legali avevano chiesto una immediata scarcerazione senza ottenerla. Una prima istanza di revoca della misura cautelare era stata depositata presso la Corte di Assise di Roma. Nel documento, in alternativa alla scarcerazione, si chiedeva di "adottare urgentemente una decisione che consentisse al detenuto di ricevere le cure adeguate in un centro specializzato, da individuarsi da parte della Corte o da parte dei parenti". In ottobre un secondo tentativo, alla luce di un quadro clinico in rapido peggioramento con Crescenzi, a detta della difesa, già "in stato di coma". Gli avvocati scrivono al Primo Presidente del Tribunale di Roma affermando "che il detenuto sarebbe morto se non fossero stati effettuati i giusti interventi e le opportune cure in una struttura specializzata che poteva essere scelta dai familiari del malato, non appena fosse venuta meno la misura cautelare". Non ottenendo risposta, il 19 gennaio scorso, i difensori hanno depositato un'ulteriore istanza indirizzata alla Corte di Assise d'Appello di Roma. Richiesta, quest'ultima, corredata della certificazione sanitaria dell'ospedale nel quale era stato intanto trasferito l'imputato, "attestante che il detenuto era in imminente pericolo di vita" ­ dell'ospedale nel quale era stato intanto trasferito l'imputato. "Ancora ­ scrivono gli avvocati difensori ­ i giudici del Tribunale del riesame, che avevano già ricevuto l'allarmante comunicazione dei sanitari dell'Ospedale Giovanni Bosco circa il rischio di morte del Crescenzi nel corso dell'udienza del 13 gennaio scorso, hanno deciso di prolungare la procedura decidendo di conferire un incarico peritale, con inevitabile prolungamento della decisione, rinviando all'udienza del 25 gennaio". Stefano Crescenzi è morto prima.

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Sfruttando un permesso premio ottenuto mentre era detenuto nel cercare di Taranto, riuscì a fuggire, nell'agosto del 2013, rimanendo latitante per quasi tre anni e mezzo: la polizia di stato ha rintracciato e arrestato, oggi, in un "basso" di via Parini, a Torre Annunziata (Napoli), il latitante Massimo D'Agostino, ritenuto elemento di spicco del clan D'Alessandro. Il ricercato ha cercato di sfuggire ai poliziotti fornendo false generalità ma è stato riconosciuto e bloccato. Con se aveva un revolver calibro 38. Ha precedenti, tra l'altro, per omicidio, associazione a delinquere di tipo mafioso ed estorsione.

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Un incidente mortale si è verificato nel Salernitano, all'altezza del km 2,900 della A2 "Autostrada del Mediterraneo", dove l'autista di un tir è morto dopo essere finito contro un pilone. Si tratta di un uomo di 50 anni, G.F., di Fisciano (Salerno). Immediati i soccorsi della Croce Bianca. I vigili del fuoco sono riusciti ad estrarre l'autista dall'abitacolo del mezzo. Per lui, però, non c'era più niente da fare: malgrado l'intervento dei sanitari è deceduto. Il tir ­ che proveniva da San Mango ed era diretto ad Avellino ­ ha sbandato per cause in corso di accertamento. Secondo quanto rende noto l'Anas la circolazione sull'arteria è rallentata e si sono formate code. Viene consigliata l'uscita allo svincolo di Pontecagnano Nord dove, attraverso la Tangenziale di Salerno, precisamente allo svincolo di Fratte, è possibile riprendere l'autostrada. Sul posto è presente anche personale dell'Anas, del 118 e della Polizia Stradale. Sono in corso la rimozione del mezzo pesante e i rilievi.

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Un cinquantenne di Cava dei Tirreni, affetto da meningite, è stato ricoverato nel reparto Malattie Infettive del Ruggi di Salerno. A renderlo noto la Direzione generale dell'Azienda ospedaliera universitaria. L'uomo, proveniente dall'ospedale di Cava de' Tirreni, era stato ricoverato al Santa Maria dell'Olmo il 19 gennaio scorso per problemi di natura neurologica. Trasferito alla Stroke Unit di Salerno, i medici hanno sottoposto il paziente a prelievo spinale che ha evidenziato una forma di meningite. "La Direzione ­ si legge nella nota ­ ha prontamente attivato tutti i protocolli previsti dal Ministero e sottoposto il personale a profilassi. Contemporaneamente è stata inviata segnalazione all'Unità di Prevenzione Collettiva di Cava de' Tirreni per l'attivazione delle procedure di loro competenza".(

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La Coppa Europa di spada femminile, per il quarto consecutivo si svolgerà a Caserta, quest'anno sulle pedane allestite nei saloni del Goldel Tulip Plaza, al viale Lamberti.
Dodici le squadre partecipanti. La vincitrice dell'edizione 2016 Steaua Bucarest (Romania), poi
Beauveai Club d'escrime e Levallois Club d'escrime (Francia), Landes Fecht Club Vienna (Austria), Maison d'escrime Bruxelles (Belgio), Asz Katowice (Polonia), Malvern Team (Regno Unito), G.S. Esercito, A.S. Pro Vercelli, G.S. Aeronautica, Fiamme Oro e la squadra della Asd Giannone Caserta (Italia) composta da Ewa Borowa, Sara Kowalczyk, Emanuela Pagliuca ed Alina Rossacco.
L'inizio delle gare, che è previsto alle 9 di sabato 28 gennaio 2017, sarà preceduto da un breve concerto della fanfara della brigata "Garibaldi", mentre la finale è programmata per le 17 del pomeriggio.
Le medaglie che saranno consegnate alle vincitrici sono state appositamente coniate presso il Centro Orafo Tarì presieduto da Enzo Giannotti, fra gli sponsor dell'iniziativa, sostenuta dal Comune di Caserta, Coni, Federazione Italiana Scherma, Panathlon e Aci Caserta e da vari sponsor.
Alla presentazione, preceduta dalla performance di uno degli allievi della "Fabbrica Wojtila" di Caserta guidata da Patrizio Ranieri Ciu, sono intervenuti il sindaco di Caserta Carlo Marino con l'assessore allo sport Alessandro Pontillo, il presidente regionale della federazione Italiana Scherma Matteo Autuori, il delegato Coni Michele De Simone, il ten.col. Patrizio Frattolillo per la Brigata Garibaldi, il presidente del Gruppo Sportivo Giannone Giustino De Sire ed il consigliere nazionale della Federscherma Gigi Campofreda, il dirigente del Coni Geppino Bonacci, il presidente dell'Aci Antonello Salzano, l'avvocato Marco Del Gaiso per la fondazione Blu 2000, i rappresentanti dell'associazione Arma Azzurra.

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Si tratta di quello Vairano Patenora sulla Provinciale 281. Importante collegamento tra l'area vairanese con quella matesina. Due anni orsono la decisione di limitare il transito ai mezzi pesanti, oggi si ritorna sull'argomento. Su iniziativa del sindaco di Pietravairano Francesco Zarone si è svolta una riunione durante la quale i tecnici della Provincia di Caserta hanno esposto le condizioni precarie in cui versa il viadotto. Occasione, la riunione tenutasi a Pietravairano, in cui i sindaci di Ailano e Pratella hanno tenuto a precisare la precarietà di alcuni punti della ex SS 158, in particolar modo quella del ponte che collega i due territori, dove ad oggi è dirottato tutto il transito che porta al versante molisano.
Silvio Lavornia, presidente facente funzioni della Provincia di Caserta, pare abbia garantito la disponibilità finanziaria per interventi minimi su alcuni tratti già nei prossimi giorni. Già posto in essere, poi, un progetto di 650mila euro per il consolidamento e la messa in sicurezza, si prospetta la chiusura al traffico ma pare si garantisca il passaggio dei mezzi d'emergenza e di ambulanze. Nessuna chiusura irrespondabile come per il Ponte Margherita dunque. Nessuna ordinanza di chiusura folle come avvenuto un anno fa per il Ponte Margherita. I cittadini di quella parte del casertano possono stare tranquilli perché la Provincia pare non sia intenzionata a ricommettere per la seconda volta lo stesso errore e cioè quello di ingessare un braccio senza sapere quale parte del corpo è rotta e mettendo in ginocchio le attività del posto.

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Avrebbe rivolto ingiurie, minacce e molestie per più di un anno a una studentessa oggi quindicenne che, alla fine, ha manifestato anche istinti suicidi: è quanto viene contestato a un professore di italiano di 55 anni, ancora in servizio nella stessa scuola media del Napoletano, nei confronti del quale il gip del Tribunale di Napoli Nord ha emesso un divieto di avvicinamento, a non meno di mille metri, ai luoghi frequentati dalla giovane. La ragazza sarebbe stata vittima delle presunte attenzioni morbose del suo prof da marzo/aprile 2015, quando frequentava la terza media, fino all'ottobre del 2016, quando ha iniziato a frequentare il primo anno di liceo. Campanello d'allarme, per la famiglia, sono stati i gravi disturbi psicologici che la giovane, all'epoca dei fatti 14enne, ha iniziato a manifestare: non usciva più di casa, piangeva continuamente, si feriva le braccia con una lametta e, infine, ha anche manifestato l'intenzione di uccidersi. Nell'arco di oltre un anno sarebbe stata anche pedinata e fatta oggetto di stalking via telefono: in circa due mesi, è stato appurato, il docente ha inviato alla ragazza circa 500/600 sms e fatto 700 telefonate. Nella denuncia, presentata dal padre della ragazza lo scorso mese di settembre, si parla anche di una aggressione subìta dallo zio della ragazza, intervenuto, in strada, per impedire al prof di baciare la nipote. "La giovane è psicologicamente afflitta, ­ fanno sapere gli avvocati Angelo e Sergio Pisani, che rappresentano la famiglia della ragazza ­ ci saremmo aspettati misure cautelari più restrittive nei confronti di chi vìola la serenità e la crescita di un minore rubando e inquinando il suo futuro".

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Due persone sono morte in un incidente stradale sulla A30 Caserta-Salerno, nel tratto tra l'allacciamento con il raccordo Salerno-Avellino e la barriera di Salerno, in direzione di Caserta. L'incidente, che ha visto il coinvolgimento di tre autovetture ­ secondo la ricostruzione fornita da Autostrade per l'Italia ­ è stato causato da un veicolo che procedeva contromano; nell'impatto sono deceduti i due anziani occupanti dello stesso veicolo. L'esatta dinamica dell'incidente e il punto di ingresso contromano dell'autovettura coinvolta sono in corso di ricostruzione da parte della Polizia Stradale. Sul luogo dell'incidente, dove il traffico scorre su due corsie e si registrano tre chilometri di coda, sono intervenuti gli operatori della Direzione 6° Tronco di Cassino, le pattuglie della Polizia Stradale e i soccorsi meccanici e sanitari. Tra le lamiere vi sono ancora intrappolati i corpi due persone morte in un incidente stradale sulla A30 Caserta-Salerno, nel tratto tra l'allacciamento con il raccordo Salerno­Avellino e la barriera di Salerno, in direzione di Caserta. L'incidente, che ha visto il coinvolgimento di tre autovetture ­ secondo la ricostruzione fornita da Autostrade per l'Italia ­ è stato causato da un veicolo che procedeva contromano. L'auto che procedeva contromano era di un uomo di 80 anni residente a Mercato San Severino (Salerno); accanto a lui la moglie di 78 anni. Secondo i volontari delle ambulanze, l'uomo avrebbe percorso circa 100 metri contromano a bordo della sua Lancia Y10, prima di sbattere contro una Fiat Panda, morendo così sul colpo insieme alla moglie. Immediati i soccorsi del Saut con la tipo B della Solidarietà di Fisciano. Poi è stata allertata anche l'unità rianimativa Croce Bianca di Salerno. Per i due coniugi non c'è stato nulla da fare essendo morti sul colpo schiacciati dalle lamiere; mentre il conducente della Panda è stato portato all'ospedale di Salerno per fratture al bacino.

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Lo scorso dicembre i carabinieri trovarono un kalashnikov e numerose munizioni in un terreno incolto di Boscotrecase (Napoli). Dopo le indagini, i militari hanno accertato che le armi appartenevano a Bernardo Fattorusso, Fabio Carpentieri e Andrea Vangone, i primi due contigui e il terzo ritenuto il reggente del clan Gallo­Limelli­Vangone. Secondo quanto accertato dai carabinieri, i tre si erano disfatti del kalashnikov e delle munizioni al momento di un controllo effettuato nell'abitazione di Vangone, poco distante dal terreno dove furono trovate le armi. I tre sono stati raggiunti da un'ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal gip del Tribunale di Torre Annunziata: sono accusati, a vario titolo, di detenzione di armi e munizionamento da guerra e violazione degli obblighi della sorveglianza speciale. Ad aggravare la posizione di Andrea Vangone e Fabio Carpentieri, il fatto che entrambi all'epoca dei fatti erano sottoposti alla misura di prevenzione della sorveglianza speciale

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GIOIA SANNITICA – Prima ancora che in Provincia si riunissero tutti i sindaci del casertano per discutere sui disservizi che in questi mesi si stanno verificando in merito alla consegna della corrispondenza il Comune di Gioia Sannitica aveva già cercato un dialogo con Poste Italiane Spa che in questi giorni ha inoltrato formale risposta.
Con nota del 12 dicembre 2016 (prot. N.6647), infatti, con la il Comune di Gioia Sannitica trasmetteva la delibera comunale n.119 del 2/12/2016 avente per oggetto "Poste Italiane Spa – Servizio di recapito della corrispondenza. Voti di protesta per disservizi. Richiesta notizie urgenti", il sindaco Michelangelo Raccio, a nome dell'Amministrazione Comunele tutta, si fece portavoce del disagio non indifferente lamentato dai cittadini del suo esteso territorio comunale.
Con prot. n.341 del 20 gennaio 2017 arriva la risposta di Poste Italiane Spa nella persona di Eugenio Boccarusso, Responsabile Qualità Al Sud che in buona sostanza sostiene:
"Le confermo che recentemente nel Comune di Gioia Sannitica è stato implementato un nuovo modello di recapito con relativo turn over dei portalettere, che ha fatto registrare qualche disaggio in fase iniziale, per il quale ci scusiamo con i cittadini. A seguito di opportuni interventi attuati nel primo periodo di gennaio, come l'applicazione di una risorsa aggiuntiva, oltre ai titolari che sono stati sempre presenti, tali criticità risultano rientrate".
"I cittadini meritano rispetto – afferma il sindaco Michelangelo Raccionon possono ritrovarsi a ricevere un disservizio e a pagare anche more per ritardi che dipendono da Poste Italiane. Si spera che veramente ritorni tutto presto alla normalità".

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