Cominciati i lavori all’Istituto Agrario di Piedimonte Matese, quattro chiacchiere con Alessandro Scorciarini Coppola

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PIEDIMONTE MATESE – E’ notizia di qualche giorno fa: sono ufficialmente cominciati i lavori all’Istituto Agrario “Angelo Scorciarini Coppola” di Piedimonte Matese, inagibile dal 2013 a seguito del terremoto che coinvolse, fortunatamente in maniera lieve, il Matese. Abbiamo incontrato Alessandro Scrciarini Coppola, il cui nonno era nipote dell’illustre piedimontese Angelo Scorciarini Coppola, colui che ha fatto la storia del Matese. Medico, possidente agrario, banchiere, fu deputato alla Camera dal 1904 al 1913. Nella sua provincia (allora Benevento, oggi Caserta) promosse la fondazione di molti consorzi cooperativi agrari, introdusse nuovi metodi di coltivazione e provvide a realizzare una rete viaria. Colui che volle tante cose per il Matese, tra cui l’Istituto Agrario.

1) Cos’è stato l’Istituto Agrario Angelo Scorciarini Coppola per Piedimonte Matese nel passato, cosa non è stato nel presente e cosa potrebbe diventare?

“E’ stato il presupposto per una zootecnia ed un’agricoltura matesina di alto livello. Considerando anche che prima ancora di pensare a questo il mio avo fu ideatore delle cattedre ambulanti di agricoltura. Le cattedre ambulanti di agricoltura furono per alcuni decenni la più importante istituzione di istruzione agraria, rivolta in particolare ai piccoli agricoltori. Il presente non è niente di tutto questo e spero che il futuro sia quello che non è stato il presente. Piedimonte in tutti questi anni non ha saputo sfruttare il patrimonio intellettivo del territorio. Il mio avo fu anche consulente dell’inchiesta Jacini, la grande inchiesta parlamentare del Regno d’Italia che dal 1877 al 1886 esaminò le condizioni dell’agricoltura nel paese”.

2) L’Istituto Agrario di Piedimonte Matese, ce ne sono otto in tutta la Campania, ha un valore aggiunto: si trova in un posto a vocazione agricola. Dal preziosissimo patrimonio di documenti che ha ereditato dal suo avo si riesce a delineare molto bene cosa aveva pensato per il Matese. Cosa penserebbe della notizia di questi giorni in merito all’inizio dei lavori?

“Non ne sarebbe contento perché la “bella” notizia nasce da una situazione di degrado perpetrato negli anni e di lungaggini incredibili. Credo d’interpretare la sua stessa durezza di pensiero”.

3) Se lei potesse suggerire alle Istituzioni competenti una strategia di sviluppo per l’Istituto Agrario Angelo Scorciarini Coppola cosa vorrebbe veder realizzato?

“Sono in una condizione di totale rassegnazione. Non lo dico come erede coinvolto emotivamente, lo dico come laureato in Scienze della produzioni animali a Pisa e con due terzi di esami sostenuti alla facoltà di Veterinaria che ho appeso al chiodo. Il territorio non ha saputo conservare niente, il Pallagrello, per esempio, altri si sono appropriati della paternità, negli anni ha subito solo mortificazioni. Mentre è stata praticata per decenni la politica del “postificio” ci si è dimenticati che il Matese era molto altro”.

4) L’agricoltura sul Matese. Croce e delizia.

“Attualmente è solo un autentico disastro. Un settore che di conseguenza ha trascinato nel baratro anche il comparto turistico, strettamente legato all’agricoltura”.

Parole forti quelle espresse. Accompagnate, nonostante tutto, dalla speranza che i lavori procedano spediti e senza intoppi. Bisogna riconoscere le enormi potenzialità di questo Istituto. “Suggerirei di cominciare dal cambiare la targa nei pressi del convitto, dove in maniera molto approssimativa è stato scritto: “A.S. Coppola”, ignorando che la S puntata è un primo cognome”. Ha aggiunto senza remore Alessandro Scorciarini Coppola. “Nella mia famiglia l’agricoltura era praticata in maniera esemplare già 100 anni prima che nascesse il mio avo; provo profonda rabbia per come l’agricoltura sia stata abbandonata a se stessa sul Matese”. Ha concluso.

FOTO GENTILMENTE CONCESSA DA ALESSANDRO SCORCIARINI COPPOLA

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