Alvignano: Sergio Romano, "non c'è mai sconfitta nel cuore di chi lotta" In evidenza

Scritto da  Federica Landolfi
Pubblicato in Territorio
Venerdì, 17 Giugno 2016 11:24

Un ring in un centro commerciale non lo avevo mai visto e neanche un incontro di boxe, una sfida con i guantoni non mi ha mai appassionato ma accade poi nella vita che, per altri motivi, ti ritrovi a vedere e vivere uno spettacolo che valeva veramente la pena di essere visto. Accompagnare mio padre e sostenere un giovane atleta del mio paese, questi due motivi mi hanno spinto a raggiungere il Centro Commerciale Campania di Marcianise ieri sera (giovedì 16 giugno) e ho fatto bene perché i talenti, le passioni e chi vive per quello che fa vanno sostenuti. Sergio Romano è uno di questi. Un pugile di Alvignano con precedenti in famiglia (lo zio Gianni De Marco è stato campione italiano, europeo e Mundialito), un giovane con all'attivo anche esperienze di amministratore comunale ma con lo sport da sempre nel sangue da divenire preparatore e sostenitore di uno sport che in Terra di Lavoro sta dando risultati e promette, promette eccome, così come confermato dalle autorità presenti per l'occasione. Preparazione, esercizi, coraggio e caparbietà. Sergio è immenso, in tutti i sensi. Gli parli e ti senti una pulce, e ieri sera, durante il combattimento, (10 round da tre minuti ognuno), lo è stato ancora di più: ha tenuto testa, sostenuto dal pubblico, al sardo Gianluca Mandras, giudicato a punti dalla giuria migliore da conferirgli il titolo italiano vacante di campione italiano dei pesi massimi youth, 52 kg.
"ll match - scrivono i tecnici - è stato molto combattuto con diverse fasi di equilibrio. Un combattimento tutto disputato alla corta distanza, con Romano che ha prevalso su Mandras leggermente nella prima parte grazie alla sua carica agonistica. Poi al quinto assalto qualcosa è cambiato, un richiamo ufficiale all'alvignanese inferto dall'arbitro per aver tenuto a più riprese la testa bassa, ha cambiato il volto alla partita". Un richiamo del genere demotiva e, anche chi non è esperto capisce che avvantaggia lo sfidante, contendente che infatti ha controllato meglio la parte centrale della sfida. Ai bordi del ring la giuria, i tifosi, gli amici, i familiari di Sergio che non hanno risparmiato voce ed energie. Accanto a me e dall'alto si sentivano frasi di incoraggiamento: "Allunga il sinistro", "E' tuo", "Il titolo è tuo", "Allunga", "Veloce il sinistro", "Prima tu", "Senza Paura". Lo ha spronato a chiudere la gara anche il suo maestro della Pugilistica Matesina Giuseppe Corbo, preparatore seduto in tensione su una sedia quasi tra il pubblico che indossava i suoi stessi colori, bianco e rosso. Rosso anche l'angolo di Sergio Romano, il colore della passione, dell'ardore, dell'amore per la boxe. Ma tutto questo non è bastato: i punteggi per il pugile di Montecchio sono stati unanimi. Sergio Romano, classe 80, non ha vinto ma è per noi tutti alvignanesi un campione e lo resterà sempre, indipendentemente da titoli e da medaglie, perchè ha vinto nella vita e ha superato momenti tragici e difficili che soltanto una persona forte e decisa come lui ha saputo sconfiggere con un ko che non dimenticherà mai. E poi... non c'è mai sconfitta nel cuore di chi lotta, leggo sul profilo Fb... Ed è verissimo: Sergio lotta, e lotterà.
Arrivederci, Mandras.

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