Notizie dal Territorio Alto Casertano

Ennesima 'stesa' nel centro storico di Napoli: raffica di colpi sparati di solito ad altezza d'uomo da gruppi a bordo di scooter. Secondo quanto conferma la Polizia di Stato, non ci sarebbe nessun ferito. La Polizia è intervenuta per una segnalazione pervenuta al 113 poco prima delle 18: qualche cittadino ha riferito di aver udito spari in piazzetta Trinità degli Spagnoli. Sul posto sono stati effettivamente trovati sette bossoli calibro 7.65; nessuno, secondo quanto riferito agli agenti, ha visto nulla. Sul posto sono intervenute le volanti dell'Upg, del commissariato Dante e Montecalvario. Proprio oggi si è concluso il processo contro presunti affiliati al clan Mariano dei Quartieri Spagnoli accusati di associazione camorristica e spaccio di stupefacenti: 26 condanne tra le quali quella di Marco Mariano, ex boss che ha deciso di collaborare ­ e 12 assoluzioni, tra le quali il fratello dell'ex boss Ciro Mariano.

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"Per noi domani è come se fosse una finale". Josè Callejon, in conferenza stampa al fianco di Sarri, non ci gira attorno e chiarisce subito le sensazioni azzurre della vigilia di Champions.

"Sappiamo benissimo che ci aspetta una sfida dura e difficile, ma abbiamo la mentalità giusta e la consapevolezza di poter fare bene. Siamo una squadra forte e competitiva e domani possiamo far risultato"

"Troveremo un ambiente caldo, ma anche quando si gioca al San Paolo i nostri tifosi sono caldissimi, quindi siamo pronti per dare il massimo anche qui in Turchia"

"All'andata non meritavamo di perdere, abbiamo commesso degli errori, però nel complesso abbiamo creato più del Besiktas. In Champions ogni partita è importante ed ha la sua storia, sappiamo che dovremo dare il massimo e siamo pronti per farlo".

Sei il capocannoniere del Napoli: "Io sono contento principalmente di aiutare la squadra. Io sono come gli altri e tutti sono importanti. Dobbiamo lavorare sempre e proseguire sulla nostra strada, uniti e compatti"

"Alcuni di noi sono giovani, ma stiamo maturando l'esperienza giusta per affrontare le gare in campo internazionale. Ripeto che daremo il massimo e sono certo che faremo una grande prestazione"

 

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"Ci aspetta una partita difficile su un campo caldo, ma abbiamo il carattere giusto per poterla affrontare". Maurizio Sarri deciso e carico in conferenza stampa alla vigilia del match con il Besiktas.

"La squadra a Torino contro la Juventus ha dimostrato personalità. Domani voglio vedere lo stesso atteggiamento, sono sempre contento di giocare partite accese e sentite. A differenza di sabato, però, dobbiamo limare alcuni difetti ed eliminare certi errori"

"Contro la Juve abbiamo tirato più volte in porta rispetto a loro e creato di più come gioco. Li abbiamo messi in difficoltà e questo deve farci comprendere che se riusciamo a imporre la nostra mentalità possiamo giocarcela contro tutti".

Sulla sconfitta dell'andata: "Sì abbiamo perso al San Paolo col Besiktas, però anche lì abbiamo creato tante palle gol. Di certo abbiamo anche palesato alcuni problemi nella fase passiva e questo non deve accadere domani. Il Besiktas è una squadra difficile, organizzata e lo dimostra il fatto che non ha ancora perso sinora".

Sulla formazione: "Non ho ancora deciso, vedremo domani alla rifinitura. Di certo sarà importante avere a disposizione Gabbiadini perchè ci offre soluzioni in più in attacco"

"Non credo stravolgerò la formazione, però è anche vero che stiamo cambiando di più rispetto al passato anche perchè abbiamo tanti incontri ravvicinati tra coppa e campionato"

"Le rotazioni diventano necessarie e sono soddisfatto dei giovani che stanno entrando nel nostro meccanismo. Abbiamo ragazzi di qualità, interessanti ed è una soddisfazione vederli crescere. La squadra sta crescendo nel suo complesso e domani mi aspetto una prova di personalità e carattere"

 

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Oggi a Bologna si è tenuta l'Assemblea dei Club di Serie A che ha approvato alla unanimità il bilancio consuntivo al 30 giugno 2016. E' stata accettata poi alla unanimità la candidatura presentata dalla Fiera di Rimini per ospitare la prossima edizione della Final Eight di Coppa Italia in programma dal 17 al 19 febbraio 2017.

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E' morto nel capoluogo milanese Silvio Gazzaniga, "papà" della Coppa del Mondo. Con il suo lavoro e la sua creatività ha riempito i sogni e i desideri di milioni di appassionati del pallone e sarà sempre ricordato per la più celebre delle sue opere. Silvio Gazzaniga, scultore ed orafo milanese, è morto all'età di 95 anni. Ha creato nel corso della sua vita tanti trofei per il mondo sportivo, ma il più famoso resta il trofeo dei Mondiali di calcio. Tra le altre coppe legate al mondo del calcio, Silvio Gazzaniga ha progettato anche la Coppa Uefa, la Supercoppa Europea, la Coppa Under 21 e tante altre.

"Si è spento serenamente nel sonno a casa sua - ha detto il figlio Giorgio -. Ieri sera è andato a dormire e stamattina ci siamo accorti che non respirava più". Si era formato come scultore nelle scuole d'arte del capoluogo lombardo. La data dei funerali non è ancora stata fissata. Il figlio Giorgio ha spiegato che quasi sicuramente potrebbero essere nella chiesa di San Pio X, la parrocchia del quartiere dove Gazzaniga abitava con la moglie Elsa. Il corpo sarà poi cremato per desiderio dello stesso Gazzaniga. 

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Per conto della fazione Schiavone del clan dei Casalesi avrebbe gestito con due complici ­ tra cui Joseph Danilo Iacoviello, genero dello stilista Roberto Cavalli ­un ristorante nel centro di Firenze, il Cabreo di via Dè Guicciardini, dopo averlo acquistato con i soldi frutto delle estorsioni ai danni dei commercianti di Aversa (Caserta). É finito per questo in carcere, su ordine del gip del Tribunale di Napoli, Giordano Arbolino, 33 anni, ritenuto dalla Dda partenopea e dai carabinieri della Compagnia di Casal di Principe che hanno condotto le indagini come un fedelissimo di Carmine Schiavone, terzogenito del capoclan dei Casalesi Francesco "Sandokan" Schiavone. Arborino risponde di associazione a delinquere di stampo camorristico e intestazione fittizia di beni commessa per agevolare il clan dei Casalesi; i militari guidati da Simone Calabrò hanno inoltre notificato per conto della Direzione Distrettuale Antimafia gli avvisi di conclusione indagini ad altre tre indagati tutti napoletani, ovvero al 35enne Iacoviello, ad Alessandro Gigante 32 anni e al suocero di quest'ultimo Antonio Esposito, 48 anni. A loro gli inquirenti hanno contestato l'intestazione fittizia in concorso con Arborino e l'impiego di danaro, beni e utilità con l'aggravante mafiosa. Il nome di Arborino è emerso anche nelle indagini che hanno poi portato, nel gennaio 2013, alla cattura dell'allora trentenne Carmine Schiavone, noto come "Carminotto". Alcuni collaboratori di giustizia, una volta vicinissimi all'ex rampollo del boss, come Di Martino, hanno indicato Arborino come colui che raccoglieva il pizzo dagli operatori economici di Aversa; ma il 33enne, che prima di oggi era stato fermato nell'agosto 2013 per il possesso di una pistola detenuta per conto del clan, avrebbe poi reinvestito anche parte dei proventi acquistando le quote della società Onda srl, proprietaria del ristorante "Il Cabreo" (poi ceduto ad altre persone), e intestandole poi quasi interamente a Gigante. A proporgli l'affare, è emerso, era stato l'altro indagato Iacoviello, già proprietario di fatto del ristorante. Iacovielli divenne noto alla cronaca nel 2010 quando il locale da lui aperto nel 2010, il Cavalli club, locale vip ubicato in piazza del Carmine a Firenze, fu devastato nel marzo dello stesso anno da un gruppo di immigrati africani armati di spranghe; poche settimane dopo anche l'ex giocatore di Fiorentina e Juventus Adrian Mutu fu coinvolto in una rissa nel locale che poi fu chiuso. Qualche mese fa Iacoviello è stato poi denunciato con la moglie Rachele Cavalli, figlia dello stilista, per resistenza e oltraggio a pubblico ufficiale, perché avevano inveito contro gli agenti che li avevano fermati dopo che in auto, probabilmente ubriachi, avevano seminato il panico per le strade del centro di Firenze.

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Da più di due mesi si contendevano la stessa piazza di spaccio a Nocera Inferiore (Salerno), utilizzando ogni mezzo per prevalere sui rivali. Erano ricorsi addirittura all'uso delle armi in più di una occasione. Due i feriti lievi negli ultimi due mesi e che ieri mattina nel corso di un blitz della Polizia sono stati fermati. Un terzo uomo non era rintracciabile ma nel corso della notte ha poi deciso di presentarsi. Sono in tutto tre i fermi disposti dalla magistratura inquirente salernitana ed eseguiti dagli agenti della squadra mobile insieme con i colleghi del commissariato di Nocera Inferiore. Una decina invece gli indagati a piede libero. In stato di fermo, in attesa dell'udienza di convalida, sono finiti Marco Iannone, 33 anni, colpito nello scorso settembre da un proiettile; Francesco Manzo, 31 anni, ferito in modo lieve domenica 23 ottobre da un colpo di pistola; Mario Tortora, 23 anni. Nel corso delle perquisizioni effettuate la polizia ha provveduto a sequestrare anche tre pistole calibro 7,65. E poi, ci sono le perquisizioni e gli indagati per favoreggiamento. I reati ipotizzati a vario titolo vanno dalla rapina agli spari in luogo pubblico, dal porto e detenzione di armi clandestine allo spaccio di stupefacenti, favoreggiamento personale, il tutto aggravato dal metodo mafioso. Nel corso della conferenza stampa svoltasi stamani in procura, il procuratore della repubblica di Salerno, Corrado Lembo, ha tenuto a sottolineare come "i gruppi criminali nel Salernitano siano frastagliati". "C'è in corso uno scontro ha detto per contendersi le piazze di spaccio". Soddisfazione è stata espressa anche dal questore di Salerno, Pasquale Errico, per il buon esito dell'operazione svolta. "Importante ­ ha detto Errico è stata la sinergia tra polizia, carabinieri e magistratura per consentire una risposta tranquillizzante alla popolazione".

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Assalto ad un bar nei pressi dell'ospedale di Giugliano (Napoli). Tre malviventi armati hanno atteso l'arrivo di un dipendente e poi lo hanno minacciato intimandogli di consegnare denaro e tabacchi. Poi i banditi si sono allontanati in sella ad uno scooter: sembra che uno dei tre sia rimasto fuori impedendo così che qualcuno potesse allertare le forze dell'ordine. Sulla vicenda indagano i carabinieri.

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Sparanise (Ce). All'indomani della notizia di un finanziamento di 15 milioni di euro, da parte della Regione Campania, per la bonifica dell'area Ex-Pozzi, abbiamo deciso di fare un nuovo sopralluogo lì dove più di un anno fa iniziarono le operazioni di scavo per sondare il terreno sotto la zona industriale, individuando una quantità notevole di rifiuti tossici e nocivi.

Gli scavi effettuati dal Corpo Forestale sono ancora a cielo aperto, minacciati da intemperie e incendi dolosi, come quello che lo scorso 18 luglio ha interessato una vastissima area.
Oggi, proprio in quell'area, abbiamo individuato una colonna di fumo che da lontano sembrava essere un nuovo incendio ma una volta vicini abbiamo riscontrato essere una vera e propria "fumarola", probabilmente dovuta a un incendio indomabile sviluppatosi nel sottosuolo che quasi sicuramente sta bruciando vernice e plastica fino ad una profondità di 8 metri.

La Polizia Municipale di Sparanise e i Vigili del Fuoco sono a conoscenza già da tempo della situazione ma proprio la profondità rende difficile l'intervento. Molte volte il fumo e la puzza di diossina arrivano fino al centro abitato di Sparanise, in particolare nelle zone del campo sportivo e del palazzetto.

Ci chiediamo cosa si aspetti ad intervenire per cercare di contenere il danno ambientale già perpetrato. Di certo noi continueremo a vigilare perché spegnere i riflettori è la cosa peggiore che possa accadere.
SOLO LE COMUNITÀ DIFENDONO LE COMUNITÀ

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Giuseppe Menzione, un 18enne di San Giuseppe Vesuviano, stava percorrendo la strada in direzione di Boscoreale (Napoli) al volante della sua auto quando, per cause ancora in corso di accertamento, ha perso il controllo della vettura scontrandosi con la macchina, guidata da un 24enne di Poggiomarino che lo precedeva e, subito dopo, contro un palo della rete telefonica. Menzione è morto sul colpo: la salma è stata portata al Policlinico di Napoli. Il tragico incidente è avvenuto a Terzigno, nel Napoletano. Sulla vicenda indagano i carabinieri.

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