Piedimonte Matese: Bangladesh, familiari D'Allestro mercoledì da Papa Francesco

Pubblicato in Territorio
Venerdì, 17 Febbraio 2017 14:10

I familiari di Vincenzo D'Allestro, l'imprenditore di Piedimonte Matese (Caserta) ucciso nel corso dell'attentato compiuto dall'Isis a Dacca in Bangladesh il 2 luglio 2016, hanno riferito che si recheranno da Papa Francesco insieme ai familiari delle altre otto vittime della strage.

Il gruppo di trenta persone, accompagnate dal vescovo della Diocesi di Alife-Caiazzo, monsignor Valentino Di Cerbo, che ha sostenuto l'iniziativa, annuncia che incontrerà il Pontefice mercoledì 22 febbraio in forma privata prima della consueta udienza generale.

La richiesta dell'incontro risale allo scorso autunno, e fu avanzata dalla famiglia D'Allestro, residente a Piedimonte Matese, che dopo la morte di Vincenzo ha creato l'associazione "In viaggio con Vincenzo", il cui scopo è sostenere, tra gli altri, anche alcuni progetti di solidarietà sociale in Bangladesh. 

Vincenzo D’Allestro, stamane i funerali. Mons. Di cerbo: “Dio non sta dalla parte dei violenti ma dalla parte di chi soffre”

Pubblicato in Cronaca
Giovedì, 07 Luglio 2016 16:45

PIEDIMONTE MATESE – Solo una settimana fa questa era una normale giornata di lavoro per Vincenzo D'Allestro, un figlio della nostra terra, a Dacca (Bangladesh) per lavoro, appunto. Da poche ore, invece, la nostra terra lo ha abbracciato per l'ultima volta. Nel mezzo ci sono stati giorni di angoscia e dolore per la famiglia D'Allestro-Gaudio e per tutti i cittadini matesini. La stessa angoscia e lo stesso dolore che si leggeva negli occhi umidi e ancora increduli di tutti coloro che non sono voluti mancare alla fiaccolata di ieri sera e ai funerali che stamane si sono svolti a Piedimonte Matese, paese natale di Vincenzo. La vittima casertana del vile attentato di venerdì 1 luglio a Dacca era piedimontese, quarantaseienne, sposato dal 1993 e dal 2015 trasferito ad Acerra per lavoro. Questo era Vincenzo D'Allestro, l'eterno innamorato della sua Maria Assunta e della vita, come racconta chi lo conosceva.
Una folla immensa e composta ad accogliere il suo rientro a Piedimonte Matese ieri sera, folla che in corteo e fiaccole alla mano ha accompagnato il feretro avvolto nel tricolore presso il suggestivo Chiostro di San Domenico, dove è stata allestita la camera ardente. Stamane nuovamente in corteo fino alla chiesa di Santa Maria Maggiore per l'ultimo saluto, l'ultimo viaggio di un grande viaggiatore. Un folla attonita, i gonfaloni della Regione Campania, Comune di Piedimonte Matese, Comune di Acerra, Comune di Alife, Comune di San Potito Sannitico, Comune di Caserta, Comune di Badolato (Catanzaro), paese natio della mamma della vittima, una ghirlanda di fiori del Presidente della Repubblica, una del Presidente del Consiglio, i sindaci, vicesindaci e assessori dei Comuni suddetti, il Prefetto di Caserta, il presidente della Provincia di Caserta, l'onorevole Carlo Sarro, l'assessore regionale di origini matesine Sonia Palmeri, amici, parenti, conoscenti, giornalisti. Tutti uniti per l'ultimo grande abbraccio ad uno dei nove connazionali barbaramente uccisi per mano di giovanissimi e spietati terroristi. Una tragedia che non ha precedenti, anche e soprattutto per i dettagli emersi dall'autopsia svolta al policlinico Gemelli di Roma che ha riscontrato segni di torture, tagli, mutilazioni, tracce di proiettili e di esplosivo.
Una cerimonia composta, che ben ha rispecchiato la composta riservatezza della famiglia di Vincenzo, amici compresi, per l'occasione tutti in maglietta bianca con un cuore tricolore e la scritta "Io sono Vincenzo". I dettagli a fare la differenza: il fratello che nel momento dello scambio del segno della pace ha stretto la mano a tutta, ma proprio tutta, la famiglia allargata in maglietta bianca; le lacrime del vescovo nel momento del rito della sepoltura; la canzone preferita di Vincenzo, "Drownung man" degli U2, ascoltata a fine cerimonia, la sua foto formato polaroid, distribuita fuori la chiesa, con scritte le parole della canzone, cariche di un significato particolarmente adatto all'occasaione: "Le tempeste passeranno, non ci vorrà molto, ma il mio cuore durerà in eterno".
L'omelia del vescovo Mons. Valentino Di Cerbo è stata un ulteriore abbraccio per la famiglia e per gli amici. Per loro commosse parole di conforto a proposito di "tragedie che stanno avvelenando il nostro tempo".
"Altrove proveranno un senso di umana pietà per quanto accaduto, - ha continuato Mons. Di Cerbo – qui questa tragedia ha un nome, un volto, ci tocca da vicino. Questa è una morte che ci umilia, ci troviamo di fronte ad una cattiveria che diventa esponenziale e ci avvilisce. Voi familiari sentitevi abbracciati da tutti noi, la parola di Dio ci aiuta a dare una visione serena dell'accaduto". Significativi i brani del vangelo scelti, a partire dalla prima lettura: "...a causa di un uomo venne la morte", per poi proseguire con il grido di Gesù sulla croce. Brani significativi per dire che "Dio non sta dalla parte dei violenti ma dalla parte di chi soffre", come ha ribadito Mons. Di Cerbo.
Lodevole l'iniziativa della famiglia di lanciare una donazione alla Onlus "Amici di Carlotta", centro di Dhaka per aiutare i bambini di strada. "Questa è la più grande risposta all'odio", scrive il cugino di Vincenzo su Facebook. "Segno di che risorsa e resurrezione può essere il credere e l'amore. Un gesto che vi ha suggerito la vita", ha precisato Mons. Di Cerbo in merito all'iniziativa.
E prima del rito della sepoltura che gli ha spezzato la voce, Mons. Di Cerbo, che non ha usato mai parole di vendetta verso chi di fatto ha ucciso in nome della religione, ha concluso: "Noi cristiani ci crediamo che questo è solo un arrivederci. Vincenzo era un uomo fatto per la vita ma il bene, a differenza del male, non muore mai".

Ora riposa in pace Vincenzo. Probabilmente il suo passaggio sulla terra, la sua vitalità e il sorriso, di cui tutti coloro che lo hanno conosciuto parlano, sono l'amore che servirà per guardare oltre. 

Bangladesh: portavoce D'Allestro, per moglie giornata più dura

Pubblicato in Cronaca
Martedì, 05 Luglio 2016 15:12

"Quella di oggi sarà probabilmente la giornata più dura per Maria Assunta. Vedere da vicino la salma del suo Vincenzo dopo aver solo immaginato come può essere stata cruenta la sua morte, le provocherà ancora più dolore".

Così Lucio Galano, titolare della Gitex, l'azienda tessile di Acerra (Napoli) in cui lavorava Vincenzo D'Allestro, il 46enne ucciso a Dacca in Bangladesh, e in cui è impiegata come stilista la moglie Maria Assunta Gaudio; in questi drammatici giorni l'imprenditore ha rivestito un po' il ruolo di portavoce delle due famiglie, legato da una profonda amicizia alla coppia.

"Andremo a Roma nel pomeriggio - spiega - e a Ciampino accoglieremo la salma di Vincenzo insieme a quella delle altre vittime; ci sarà il presidente della Repubblica Sergio Mattarella. Sappiamo poi che domani le salme saranno portate al Gemelli, quindi verranno liberate. I funerali di Vincenzo potrebbero tenersi a Piedimonte tra giovedì e venerdì, ma ancora non c'è certezza".

Intanto questa mattina il sindaco di Acerra Raffaele Lettieri ha contattato quello di Piedimonte Vincenzo Cappello per coordinare le varie iniziative dei prossimi giorni. Nella città del Napoletano Vincenzo e Maria si erano trasferiti lo scorso ottobre per essere più vicini alle sedi dell'azienda che ha una sede anche nel Cis della vicina Nola.

Di certo, ai funerali di Vincenzo ci saranno almeno quattro fasce tricolori; oltre ai primi cittadini di Acerra e Piedimonte, ci saranno quelli di San Potito Sannitico e Alife, gli altri due centri in cui risiedono i familiari di Vincenzo e della moglie Maria Assunta. 

"I nostri due Comuni - hanno fatto sapere i sindaci Francesco Imperadore (San Potito) e Salvatore Cirioli (Alife) - hanno esposto le bandiere a mezz'asta in segno di lutto. Siamo vicini ai familiari di Vincenzo e Maria Assunta".

Bangladesh: è in volo verso Roma l'aereo di Stato con a bordo le salme delle nove vittime italiane +++VIDEO+++

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Martedì, 05 Luglio 2016 10:47

E' in volo verso Roma l'aereo di Stato con a bordo le salme delle nove vittime italiane dell'attacco terroristico in Bangladesh. Il volo è atteso a Ciampino tra le 18 e le 19, dove ci sarà anche il presidente della Repubblica Sergio Mattarella, di rientro dal Messico.

Il Bangladesh ha concluso ieri i due giorni di lutto nazionale per il massacro di venerdì nella Holey Artisanal Bakery con una cerimonia di Stato nello stadio dell'esercito a Dacca in cui la premier Sheik Hasina, vari ministri, diplomatici stranieri e molta gente comune si sono raccolti davanti ai feretri delle 20 vittime, di cui ben nove italiane. L'atto solenne ha chiuso il capitolo del cordoglio ufficiale per quello che per i bengalesi è stato senza dubbio una sorta di 11 settembre, poiché si è trattato dell'attacco terroristico che ha causato il maggior numero di vittime civili nella storia del Paese. Dopo la cerimonia le salme sono state prese in consegna dalle rispettive nazioni di appartenenza. I resti delle vittime italiane arriveranno a Roma questa sera, ha fatto sapere il ministro degli Esteri Paolo Gentiloni. A Ciampino, ad attendere i feretri, ci sarà anche il presidente della Repubblica Sergio Mattarella, che per questo ha ridotto il programma del suo viaggio in America latina, che dopo il Messico avrebbe dovuto vederlo in Uruguay e Argentina.
A bordo dell'aereo partito ieri da Roma per il Bangladesh e incaricato dell'operazione del rimpatrio delle salme, ha reso noto la Farnesina, è partito anche il viceministro degli Esteri Mario Giro in rappresentanza del governo, accompagnato dal capo dell'Unità di Crisi Claudio Taffuri.

Ieri sotto una pioggerella che si è mescolata con le lacrime che rigavano i volti soprattutto dei familiari degli scomparsi, a Dacca le bare sono state riunite su un palco sul prato e ricoperte di fiori bianchi e gialli, mentre davanti, su un lungo striscione nero, campeggiava in bianco la scritta: "La gente del Bangladesh è in profondo lutto per le vittime della tragedia della Bakery". Alle 10 in punto la Hasina ha fatto il suo ingresso nello stadio da 15.000 posti, utilizzato nel campionato di calcio dalla squadra dell'esercito bengalese, e si è raccolta in un minuto di silenzio, con a lato due soldati in alta uniforme. Poi si è recata nella zona dove in piedi la attendevano gli ambasciatori d'Italia (Mario Palma), Giappone, Stati Uniti ed India, per presentare le condoglianze a nome suo e del popolo bengalese. E lo ha fatto in particolare con l'ambasciatore Palma, come rappresentante del Paese che nella tragedia ha pagato il più alto tributo di sangue, tenendogli le mani per un periodo abbastanza lungo durante il colloquio, in un clima di mutua commozione. E' stata quindi la volta dei diplomatici a raccogliersi davanti ai feretri, e dopo lo spazio per circa un'ora è stato aperto alla gente comune che anche ha voluto portare il suo tributo di dolore e solidarietà ai Paesi e alle persone colpite.
Solidarietà e dolore che in serata si sono manifestati anche con una messa concelebrata nella chiesa seminario del quartiere di Banani dal Nunzio apostolico in Bangladesh, mons. George Kocherrym, dall'arcivescovo di Dacca, mons. Patrick D'Rozario, e da vari sacerdoti per "sottolineare l'unità della chiesa di fronte alla minaccia del terrorismo". Ed infine con una veglia a lume di candela convocata via Facebook in un luogo vicino al ristorante colpito, sulla strada 79 del quartiere di Bushan, e denominata 'Tributo al lume di candela alle anime perdute per l'omicidio di massa della Holey Artisan Bakery a Gulshan-2", il quartiere diplomatico della capitale.
ANSA

Strage di italiani in Bangladesh, bandiere a mezz’asta anche per i Comuni di Alife e San Potito Sannitico

Pubblicato in Attualità
Lunedì, 04 Luglio 2016 16:51

ALIFE/SAN POTITO SANNITICO – Tutto il Matese è in lutto per Vincenzo D'Allestro, vittima casertana del tragico attentato di Dacca, in Bangladesh. Dopo che nel primo pomeriggio di sabato, 2 luglio, sono stati resi noti i nomi dei nove italiani coinvolti nella folle strage, e tra loro anche quello del quarantaseienne piedimontese Vincenzo D'Allestro, l'intera comunità matesina è rimasta sconvolta per la ferocia che per la prima volta tocca così da vicino questi posti. Ancora incerta la data del rientro della salma a Piedimonte Matese per la celebrazione dei funerali ma i sindaci di Alife e San Potito Sannitico già preannunciano solidarietà alla famiglia e ai Comuni di Piedimonte Matese, città natale, ed Acerra, città dove da poco si era trasferito Vincenzo e la moglie Maria Assunta per lavoro, nel giorno in cui sarà proclamato il lutto cittadino.
"I nostri due Comuni, - fanno sapere i sindaci Francesco Imperadore (San Potito Sannitico) e Salvatore Cirioli (Alife) - hanno esposto la bandiera a mezz'asta in segno di lutto. Vogliamo esprimere tutta la nostra vicinanza e la vicinanza dei cittadini di Alife e San Potito Sannitico alla famiglia del nostro conterraneo Vincenzo stringendoci attorno al loro dolore e associandoci al cordoglio dei Comuni di Piedimonte Matese e di Acerra. Con l'augurio che atti così ignobile non si ripetano mai più".
Un gesto di solidarietà per ricordare il legame che il giovane Vincenzo aveva con il territorio di San Potito Sannitico e di vicinanza per la famiglia della giovane Maria Assunta Gaudio, moglie della vittima, residente nel territorio comunale di Alife.

Bangladesh: sindaco Piedimonte Matese, moglie sconvolta immagini choc

Pubblicato in Cronaca
Lunedì, 04 Luglio 2016 15:27

"Maria Assunta Gaudio è sconvolta da ciò che è accaduto, visto che tutto è stato così veloce. A colpirla, ci ha detto, sono state soprattutto le immagini choc diffuse dalla televisione sui tragici fatti di Dacca". Così Vincenzo Cappello, sindaco di Piedimonte Matese (Caserta), che ieri sera ha incontrato la Gaudio, moglie di Vincenzo D'Allestro, in compagnia dell'assessore regionale Sonia Palmeri.

I due rappresentanti istituzionali si sono recati ad Alife a casa dei genitori della donna.

"Il dolore di Maria Assunta è immenso - dice Cappello - ma lo sono anche l'affetto e la vicinanza della famiglia, che l'hanno circondata e tutelata da ogni interferenza esterna, compresa quella dei giornalisti. In questo momento i familiari di Vincenzo hanno bisogno solo di serenità". Sull'eventualità di proclamare il lutto cittadino Cappello continua a ribadire che "ci vorranno ancora dei giorni per capire quando la salma tornerà a Piedimonte; ci saranno prima, probabilmente, funerali di Stato. Siamo in attesa di comunicazioni ufficiali, poi dopo decideremo; in ogni caso già Piedimonte è in lutto ed è vicina ai parenti di Vincenzo".

Della famiglia dell'uomo nessuno ha voluto parlare; l'unica testimonianza arriva da Lucio Galano, uno dei soci titolari della Gitex, l'azienda tessile di Acerra (Napoli) in cui Vincenzo D'Allestro lavorava insieme alla moglie. "Ci conoscevamo da 25 anni, era un amico più che un dipendente" ricorda Galano.

"Era arrivato a Dacca - prosegue - due giorni prima dell'attentato per incontrare Nadia Benedetti (altra vittima degli attentatori bengalesi, ndr), nostra fornitrice, e sabato mattina sarebbe dovuto partire per la Cina per incontrare altri fornitori; ci siamo sentiti telefonicamente il giorno prima della tragedia per parlare di come stavano andando i suoi incontri, poi gli ho inviato un altro messaggio, ma non mi ha risposto; probabilmente era già stato ferito a morte. Vincenzo era un uomo di altri tempi; la sera spesso si tratteneva a lavoro, e mi chiamava quando io era già a casa per parlarmi di questioni aziendali. Di lui mi fidavo ciecamente, per questo a lui abbiamo affidato il delicato compito di tenere rapporti con i fornitori in tutto il Mondo, in particolare India e Bangladesh; sapevo che agiva solo per il bene dell'impresa. Mi mancherà tantissimo, con lui se ne va un uomo pieno di passione ed entusiasmo". 

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