“Raccolta Fieno per gli allevatori terremotati”, Coldiretti Campania scende in campo con RadiCe

Pubblicato in Territorio
Lunedì, 02 Gennaio 2017 16:44

ALIFE/CASERTA – A sostegno degli allevatori terremotati del centro Italia scende in campo la testata giornalistica "Radice – L'approfondimento di Terra di Lavoro" al fianco di Coldiretti Campania per sostenere in modo concreto ed immediato gli allevatori terremotati con un'iniziativa tanto inusuale quanto concreta, una raccolta fieno. Gli allevatori del centro Italia, mai come in questo momento, possono infatti considerarsi come veri e propri eroi che nonostante le difficoltà si sono ritrovati da qualche mese a fare i conti con un nemico invisibile ed invincibile, il terremoto. A dispetto della terra che trema questi allevatori non si sono arresi e a riflettori spenti, a differenza dei tanti sfollati costretti ad abbandonare i luoghi terremotati, si sono dovuti rimboccare le maniche per continuare con più forza di prima ad accudire il loro bestiame.
L'iniziativa, che fa appello alla generosità degli allevatori dell'Alto Casertano, andrà a sostenere i piccoli allevatori delle zone terremotate grazie al supporto di Coldiretti Campania e all'impegno diretto del direttore Salvatore Loffreda. Fino al 6 gennaio, tutti coloro che vorranno sostenere l'iniziativa, potranno contattare il numero 3279545821 per poi consegnare materialmente al punto di raccolta (presso Zazzarino srl in via Madonna delle Grazie ad Alife) il fieno che sarà poi portato a destinazione.

Vendemmia Verde, Coldiretti Campania: via libera da Regione bando 2016

Pubblicato in Attualità
Venerdì, 27 Maggio 2016 16:30

Come richiesto da Coldiretti Campania il 16 maggio scorso, l'Assessorato all'Agricoltura della Regione Campania ha dato il via libera al bando 2016. Il presidente di Coldiretti Campania Gennarino Masiello e il direttore Salvatore Loffreda ringraziano il consigliere delegato Franco Alfieri per l'impegno.

La "vendemmia verde" ha lo scopo di armonizzare la produzione vitivinicola in Campania rispetto alle sfide del mercato. E' quanto Coldiretti Campania ha chiesto alla Regione Campania attraverso una nota alla direzione generale delle Politiche agricole e forestali.

Il regolamento Ue 1308/2013 prevede all'articolo 47 la possibilità per i viticoltori di beneficiare di un sostegno alla cosiddetta vendemmia verde, sotto forma di pagamento forfettario per ettaro, eliminando grappoli non ancora giunti a maturazione. La finalità è contribuire a ripristinare l'equilibrio tra domanda e offerta del mercato vitivinicolo. La Regione Campania dispone di risorse finanziarie dedicate, come risulta da una circolare Agea di febbraio che stabilisce le modalità di accesso. La vendemmia verde dovrà concludersi necessariamente entro il 15 giugno.

 

Vendemmia Verde, Coldiretti Campania chiede attivazione alla Regione del bando per aiutare i viticoltori

Pubblicato in Attualità
Lunedì, 16 Maggio 2016 14:08

Napoli - Aprire al più presto il bando 2016 per la "vendemmia verde" al fine di armonizzare la produzione vitivinicola in Campania rispetto alle sfide del mercato. E' quanto Coldiretti Campania ha chiesto alla Regione Campania attraverso una nota alla direzione generale delle Politiche agricole e forestali.

"Il regolamento Ue 1308/2013 - spiega il direttore di Coldiretti Campania Salvatore Loffreda - prevede all'articolo 47 la possibilità per i viticoltori di beneficiare di un sostegno alla cosiddetta vendemmia verde, sotto forma di pagamento forfettario per ettaro, eliminando grappoli non ancora giunti a maturazione. La finalità è contribuire a ripristinare l'equilibrio tra domanda e offerta del mercato vitivinicolo. La Regione Campania dispone di risorse finanziarie dedicate, come risulta da una circolare Agea di febbraio che stabilisce le modalità di accesso. Chiediamo di aprire questa misura con un provvedimento di urgenza anche per l'anno 2016, visto che la vendemmia verde dovrà concludersi necessariamente entro il 15 giugno".

 

Coldiretti Campania: consumo carne, gli allarmismi creano danni alle imprese agricole

Pubblicato in Attualità
Giovedì, 29 Ottobre 2015 14:28

Coldiretti Campania esprime forte preoccupazione rispetto al clima di allarmismo che sta colpendo il consumo di carne e di insaccati. Le notizie diffuse dall'Oms, senza un'adeguata contestualizzazione, rischiano di deflagrare sul nostro sistema produttivo senza ottenere il risultato che intendevano raggiungere.

"Se passa l'idea - spiega il vicepresidente nazionale Masiello - che ogni rilevazione scientifica possa essere usata in maniera impropria, possiamo farci del male due volte. Non raggiungiamo l'obiettivo di introdurre uno stile di vita sano e inneschiamo un effetto domino sulle nostre imprese agricole. L'Oms ha fatto delle affermazioni importanti, che riguardano un giusto equilibrio nell'assunzione degli alimenti e soprattutto un allarme rispetto al consumo eccessivo di cibi da fast food. Ma tutto questo c'entra poco con l'Italia, che può vantare nel mondo gli effetti benefici della dieta mediterranea, che comprende le nostre carni, con livelli qualitativi molto alti".

Una corretta informazione evita, dunque, stress inutili all'economia agricola. "Dopo i lunghi anni di crisi - aggiunge Simone Ciampoli, direttore di Coldiretti Campania - che nella nostra regione sono stati particolarmente duri, occorre inquadrare subito e con chiarezza il vero messaggio che arriva dall'Oms. I consumatori, anche grazie ai mercati di Campagna Amica, apprezzano ogni giorno la qualità dei prodotti. Le carni macellate e gli insaccati prodotti in Campania sono punte di eccellenza agroalimentare, protette anche dal marchio IGP. A chi ne fa già un uso equilibrato, come è da nostra tradizione, va detto di stare tranquilli. Lo stesso Oms ha precisato che nessun alimento deve essere eliminato dalla dieta. Ma il contraccolpo che stiamo vivendo in queste ore, frutto di un allarmismo ingiustificato, è la frenata nei consumi. Per fortuna limitata, ma comunque in grado di preoccupare gli allevatori. Il nostro timore è che una paura male informata lasci spazio, come al solito, alle speculazioni. E in Campania sappiamo bene quanti danni possa fare l'allarmismo isterico".

 

Expo 2015: padiglione Coldiretti, oltre 30.000 visitatori, chiusura con De Luca, Moncalvo e Masiello

Pubblicato in Attualità
Lunedì, 19 Ottobre 2015 15:18

Cinque giorni di successi crescenti per la Coldiretti Campania al padiglione nazionale Coldiretti "No Farmers No Party". Oltre 30.000 visitatori hanno visitato le tre aree allestite per far "assaggiare" la bellezza della Campania. "Siamo venuti ad Expo - ha spiegato il vicepresidente confederale Gennarino Masiello - non per raccontare la storia della singola azienda. Non è una fiera, ma una grande occasione mondiale per raccontare un progetto di futuro. La Coldiretti Campania ha voluto rappresentare a Milano un'agricoltura che è perno economico e sociale, è presidio di bellezza, è volano di sviluppo per agroindustria e turismo, è presidio del territorio".

Nell'ultima giorno, ieri domenica 18 ottobre, la Coldiretti ha ospitato gratuitamente la Regione Campania, che ha potuto esporre presso il suo padiglione le eccellenze dei consorzi regionali. Nel pomeriggio, al roof garden del padiglione, si è tenuto un confronto con Vincenzo De Luca, presidente della Regione Campania, alla presenza del presidente confederale Roberto Moncalvo e del vicepresidente Gennarino Masiello. Coldiretti ha voluto rappresentare attraverso il suo presidente la volontà di sostenere gli sforzi delle regioni del Sud. A tale proposito il presidente Moncalvo ha ricordato a De Luca che Coldiretti ha consegnato al premier Renzi un documento con dieci proposte, in occasione della Giornata dell'Agricoltura Italiana. Tra queste ci sono i progetti di filiera che accorciano il rapporto tra agricoltori, industria agroalimentare e distribuzione. Alla presenza di De Luca sono stati presentati tre grandi filiere che vertono sulla Campania, grazie al rapporto con Coldiretti: la filiera del grano aureo con Voiello-Barilla, rappresentate ieri dal direttore dello stabilimento di Marcianise Lino Di Sarno e dal responsabile acquisti di Barilla Emilio Ferrari; la filiera del tabacco con Philip Morris Italia, raccontata dal responsabile acquisti Cesare Trippella, che prevede un contratto di sei anni con rapporto diretto tra produttore e trasformatore; la filiera italiana dell'olio Dante degli Oleifici Mataluni, illustrata dal presidente Biagio Mataluni. Tre progetti che, come ha evidenziato Masiello, rappresentano esempi concreti da poter estendere ad altri comparti produttivi, con il risultato di rafforzare le imprese agricole ma anche la tracciabilità del made in Italy. Occasioni straordinarie per la Campania e per il Sud.
Il presidente Masiello ha rivolto a De Luca l'invito ad un confronto concreto e fattivo sulle urgenze da mettere in campo per dare una spinta all'economia della Campania, che vede l'agricoltura come motore che incrocia tutti i settori economici, ma anche consapevole di avere un ruolo sociale e ambientale molto forte.
Il confronto è stato anche l'occasione per parlare dell'alluvione che ha colpito la Campania, in particolare la provincia di Benevento. "Pur considerando l'eccezionalità degli eventi - ha detto Masiello - bisogna dirsi qualche verità. Queste tragedie sono anche il frutto di una pessima gestione del territorio. Le aste fluviali non sono manutenute ed è stata consentita una cementificazione selvaggia. Ricordo ad esempio le aree Pip, vuote e abbandonate, costruite anche nel più piccolo Comune. Se al posto della terra mettiamo il cemento e l'asfalto, l'acqua farà fatica a fermarsi in caso di piogge forti. Per questo l'agricoltura ha un ruolo di sentinella ambientale a valle, in collina e in montagna. Se gli imprenditori agricoli vengono giù dalle montagne, finirà che verranno giù le montagne".

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