Gennaro Oliviero dalla parte dei comitati cittadini di Alife e Ailano contro la nascita di mastodontici impianti di trattamento rifiuti

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ALTO CASERTANO – Il Presidente della Commissione Ambiente, in Consiglio regionale della Campania, Gennaro Oliviero, nel corso del suo mandato di Consigliere Regionale, ha avuto il grosso merito di essere il promotore del maxiemendamento che ha portato all’approvazione della Legge Regionale 26 maggio 2016, n. 14, “Norme di attuazione della disciplina europea e nazionale in materia di rifiuti”.

L’iniziale formulazione, all’art. 12 comma 4, recita letteralmente: “Gli impianti per la gestione dei rifiuti non possono essere localizzati nelle aree individuate nel Piano Territoriale Regionale della Campania (PTR) come “Sistemi territoriali di Sviluppo Dominanti” a matrice Naturalistica (Aree A); fatti salvi gli impianti di trattamento aerobico della frazione organica a servizio dei Consorzi di Comuni, nonché gli impianti di compostaggio di comunità”.

Successivamente, il comma è stato integralmente sostituito dall’articolo 1, comma 4, lettera b) della L.R. 23 dicembre 2016, n. 38, come segue: “Nelle aree individuate come: A – sistemi a dominante naturalistica – tra sistemi territoriali di sviluppo del Piano territoriale regionale (PTR) non sono consentite realizzazioni di nuovi impianti di smaltimento, di trattamento, di recupero di rifiuti. E’ consentito nelle stesse aree, la realizzazione, l’adeguamento e l’ampliamento di impianti di trattamento aerobico della frazione organica, nonché degli impianti di compostaggio di comunità, a servizio dei Comuni … omissis…”.

In sintesi, grazie a queste norme, è stato stabilito che nei Sistemi territoriali di Sviluppo Dominanti a matrice Naturalistica (ovvero le aree che la Regione Campania, nella sua programmazione, ha riconosciuto come a vocazione boschiva o agraria) non possono essere realizzati impianti per il trattamento dei rifiuti urbani ad esclusione degli impianti di compostaggio aerobico della frazione organica a servizio dei Comuni nonché gli impianti di compostaggio di comunità.

E’ stato in sostanza riconosciuto che tali aree non possono diventare lo sversatoio di aree metropolitane né tantomeno il luogo dove privati possono venire a lucrare sui rifiuti. E’ evidente come cosa ben diversa sarebbe realizzare un impianto con il controllo diretto dei Comuni e limitato al conferimento della frazione umida che, mettendo insieme tutti il territorio dell’alto casertano, si attesta intorno alle 5000 tonnellate per anno.

Grazie a questa norma (nella sua iniziale versione) si è bloccato il procedimento del biodigestore di Alife ed oggi si riesce ad arginare il tentativo maldestro dei privati su Ailano. Si, perché mentre il supporto ai cittadini alifani per non permettere che un territorio a vocazione naturalistica venisse sfregiato si è ormai concluso, quello al fianco ai cittadini di Ailano è nel vivo della lotta. Infatti, con protocollo n. 4/SP dello scorso 25 gennaio 2018, l’On. Gennaro Oliviero, in qualità di Presidente della Commissione Ambiente ha reso noto agli Enti competenti: “A seguito di segnalazione pervenuta ai miei Uffici, da parte del Comitato Cittadino “No Impianto di Compostaggio ad Ailano”, ho rilevato che l’eventuale struttura da realizzare non appare essere un impianto di comunità, a servizio dei Comuni, considerato che le potenzialità dello stesso vanno ben oltre il fabbisogno dei Territori circostanti. Pertanto, si chiede – ufficialmente – di porre in essere tutti gli atti consequenziali e necessarie verifiche del caso”. Ma si dice pronto a tutto per portare a termine anche questa seconda battaglia.

 

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