Gomma, la frontiera del punk rock casertano apprezzato in Italia e all’estero (di Nando Silvestri)

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Il territorio casertano è uno strano contesto socio culturale debordante di contraddizioni e asperità, ma anche ricco di humus artistico e musicale. Risorsa di non poco valore se si pensa al successo che l’estro casertano riscuote al di fuori del distretto regionale, contrapposto alla crescente apatia del capoluogo di Terra di Lavoro e dintorni. Nessuno stupore, dunque, se la città ed il suo entroterra non tributano la dovuta attenzione ai fenomeni musicali locali più ampiamente apprezzati all’estero e nel resto della penisola che in loco. Del resto, “Caserta non è una città per artisti, anche se è piena di talenti resi celebri da città più ospitali”: questo è il pensiero di un celebre amico giornalista (Il Mattino) e conduttore radiofonico. Come dargli torto! Per l’autore è comunque un piacere, oltre che un sentito diritto dovere di cronaca, sottolineare ai lettori una band di giovani casertani e sammaritani “rimbalzata” sin dal suo album d’esordio, “Toska”, all’attenzione della musica leggera nazionale ed internazionale, i Gomma. Sebbene il substrato musicale nazionale contemporaneo non riesca a vantare che pochi elementi realmente degni di nota, i Gomma si distinguono per la ricchezza emotiva e la fluidità di un sound rock-punk che non passa certo inosservato. Pur evitando scaltramente fallaci e fuorvianti seduzioni commerciali, il gruppo di Ilaria, Paolo, Giovanni e Matteo, rispettivamente voce, batteria, chitarra e basso, produce con sorprendente entusiasmo brani di comprovato impatto nel pubblico giovanile e non solo. Le liriche dell’album d’esordio dei Gomma, “Toska”, hanno “aperto” i concerti di big della musica nazionale, passando per noti templi del soundcheck nazionale come l’Alcatraz di Milano, la Casa della Musica di Napoli, l’Atlantico di Roma ed altri noti club italiani. I gomma suonano sin da giovanissimi e, pur avendo età comprese fra i 19 ed i 28 anni hanno, a parere di chi scrive, il merito di imbastire messaggi interessanti e prolifici diretti a giovani e meno giovani, allineandosi spesso a standard comunicativi che evocano artisti di ben più annosa fama ed esperienza. Si pensi a “Vicolo Spino”, un brano ispirato ad una buia stradina di Caserta dai tratti equivoci e sfuggenti che suscita pensieri di angosciosa apprensione e, al tempo stesso, l’esigenza di proteggere una persona cara dalle insidie del “fango”. Il predetto sentimento, però, evolve nei testi del gruppo musicale casertano verso forme esistenziali superiori che valicano l’ altruismo sic et simpliciter, talvolta solo apparente, per raggiungere dimensioni quasi “egoistiche” di realizzazione dello spirito valorizzato dall’ empatia e dalle proprie inclinazioni benigne. Una riflessione di non poco conto se si considera che la stragrande maggioranza delle relazioni umane culmina sovente in profili squisitamente individualistici pregni di virale utilitarismo e in pregiudizi avulsi da qualunque edificante slancio benefico. Un coacervo di sottili introspezioni caratterizzano, quindi, molte delle tracce dei Gomma dalle quali giovani e meno giovani dovrebbero trarre sani spunti di analisi, specie se asserviti a logiche aride, massificanti, avvizzite e destabilizzanti. Un monito diretto a tutti coloro che sono ostaggio di schemi invalidanti e annichiliti da una società avvitata sui disvalori che proclama ed eleva spudoratamente a quotidiani punti di riferimento attraverso perverse formule mediatiche. Quelle stesse formule dalle quali Paolo, Ilaria, Giovanni e Matteo si dissociano in qualche modo, specie se afferiscono alle ipertrofiche ostentazioni postate sui social da adulti e ragazzi a colpi di selfie demenziali, farsesche condivisioni e video penosi che li ritraggono in pose sempre più intime e personali a dispetto di qualunque ipotesi di riservatezza. Allora, “facciamo come gli elefanti che si nascondono quando sono felici”. E’ uno stralcio del testo di una hit suonata dalla band casertana che riscuote scrosciante successo e il gradimento dei followers nei live, sui portali e sulle piattaforme internazionali dedicate ai video musicali. Il testo della canzone intitolata “Elefanti” è ispirato ad una scena tenerissima di un film francese del 1990 intitolato “A bout de soufflé” e rimanda alla doviziosa premura che ciascuno di noi dovrebbe adottare nella gelosa custodia dei suoi momenti più significativi e speciali, ricusando deformi bramosie di condivisione sospinte da sterili smancerie collettive, banderuole da vetrina ed untuose sbavature corali. Il brano, breve ma coinvolgente sia sul piano strumentale che su quello vocale, emerge per la sua disarmante autenticità e la sua ingenua sensibilità. Una sensibilità che, a quanto pare, taluni giovani casertani riescono ancora ad animare artisticamente richiamando l’unicità di talune emozioni vissute nei luoghi più singolari, impossibili da raggiungere o replicare nello spazio e nel tempo. Ai lettori più arguti non sfuggirà di riconoscere nei summenzionati concetti, pulsanti riferimenti alla genuina e feconda psicologia infantile riconducibili allo stadio finale più evoluto del “Superuomo” di Nietzsche. Anche se il disco prodotto dai Gomma con l’etichetta “V4V” di Vasto (Ch) propone altri pezzi più leggeri, come è giusto che sia in ambiti giovanili più sbarazzini, si deve riconoscere a questi ragazzi creativi e morigerati un valore aggiunto, sicuramente degno di menzione nell’attuale panorama musicale giovanile. Un valore embrionale in piena metamorfosi sostenuto da plausi che neppure i giovani Gomma si aspettavano di ricevere. Un riscontro che implementa non poco le aspettative del pubblico in ordine ai successivi lavori discografici e all’imminente mega concerto estivo che li vede impegnati in Ungheria assieme ad altri musicisti internazionali. Auspicando continuità nel carattere e nello spessore dei loro impegni artistici ed universitari futuri, auguriamo ai Gomma ancora tante soddisfazioni e, soprattutto, molteplici motivi per lasciare ancora una volta un segno nella nostra distratta comunità. Se sono quelle dei Gomma, “le parole, come la plastica, non si decompongono”.
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