“I Mastacanà” portano in scena la Napoli del dopoguerra

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Musica ed emozione, divertimento mai banale e riflessioni profonde: sono queste le parole più giuste per descrivere lo spettacolo teatrale “Libertà ‘e muri’ dimane”, commedia messa in scena dalla Compagnia  “I Mastacanà” presso il prestigioso Teatro Sancarluccio di Napoli.Lo spettacolo in due atti di Enzo Balzano, con musiche di Bruno Tabacchini e riadattate dal Maestro Luciano Labrano, è stato diretto da Mariacristina Gentile.Questo il cast che ha dato vita, con passione e professionalità ad un evento unico nel suo genere: Enzo Balzano, Pia Castiello, Gaetano Continillo, Peppe D’Alise, Matteo Del Conte, Mariacristina Gentile, Daniela Iannaccone, Paolo Labrano, Caterina Magno, Pasquale Ruggiero e Salvatore Vitrone. Hanno inoltre contribuito, per quanto riguarda luci e audio, Carlo e Simone Rinaldi.“I Mastacanà” si muovono su un palco senza scenografia, ma che si riempie felicemente della presenza degli attori.In una città sconvolta, immersa nelle tenebre di una notte che non vuole saperne di passare, prende via questa rappresentazione complessa ed efficace. Lo spettacolo mostra la fame, la vita tra le macerie, la prostituzione, il mercato nero, la difficile convivenza con i nuovi occupanti-liberatori.La compagnia teatrale porta in scena una storia surreale che, pur tuttavia e paradossalmente, poggia sulla realtà di una città affamata dalla guerra.È San Gennaro, il protagonista di questa storia. Santo tanto pregato, tra superstizione, mito e religiosità dai napoletani, che, sotto mentite spoglie, decide di conoscere meglio i suoi fedeli, e si ritrova nei quartieri popolari della città a lui così devota.Dietro le risate e i colpi di scena, non manca il messaggio sociale che esalta la forza di reagire alle avversità senza piangersi addosso. Perché Napoli è un’araba fenice. Sopravvive sempre. Persino alla sua stessa dannazione.

 

Come a testimoniare il grido di dolore della popolazione, Enzo Balzano compone una vera e propria pagina della Storia, dipingendo così una Napoli fatta di diavoli e santi che condividono il “miracolo” di vivere, che è forse la vera magia che San Gennaro regala al popolo napoletano e che si rinnova in un ciclo immortale di cadute e rinascite.
La regista, Mariacristina Gentile, realizza uno spettacolo complesso e completo in cui i molti personaggi che affollano la storia si muovono con disinvoltura sul palco. Efficaci sono i momenti di canto, e le scene collettive sono ben riuscite grazie agli abili movimenti di ciascuno degli attori.
La commedia è l’affresco tragicomico sulla Napoli del secondo dopoguerra, la città dolente che Anna Maria Ortese tracciò con sguardo lucido e impietoso, suscitando la dura reazione degli intellettuali partenopei.
Uno spettacolo tutto da vedere.

 

 

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