Il Comicon celebra i settanta anni di “Topolino”

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Anche nella sua XXI edizione, il Comicon si conferma come uno degli appuntamenti più attesi della primavera napoletana. Complice una macchina organizzativa perfetta, è ormai diventato un evento imperdibile per gli appassionati del genere, guadagnandosi un posto di tutto rispetto tra le fiere del fumetto più importanti d’Italia. Ma la kermesse partenopea non è solo numeri e business, è soprattutto arte, declinata in tutte le sue meravigliose sfumature,  dalle mostre ai fumetti, passando per i libri, i film ed i videogiochi. L’edizione 2019 celebra inoltre i settanta anni del settimanale “Topolino”.   Per l’occasione, il Comicon ha dato particolare risalto al volume “Topolino – Settanta anni di copertine”, edito della Panini Comics che raccoglie le copertine più belle realizzate dal settimanale (e ne sono davvero tantissime) e regalando una deliziosa anteprima: “Topolino Canova e la scintilla poetica”, storia che sarà pubblicata su Topolino n. 3310, in edicola dal 1° maggio. L’iniziativa rientra nel progetto OBVIA (Out Of Boundaries Viral Art Dissemination) ideato per il MANN dall’Università degli Studi “Federico II” di Napoli.Viene raccontata nelle splendide vignette disegnate dallartista napoletano Blasco Pisapia, lavventura funambolica di Topolino Canova, artista  in crisi creativa che decide di fare un viaggio a Napoli, al Mann, per scoprire i reperti antichi di Pompei ed Ercolano. Una storia ma anche una copertina speciale, nella tradizione di un sentito e voluto omaggio che da alcuni anni la Panini dedica al Salone del fumetto di Napoli. L’avventura del topo nel nostro Paese è cominciata nel 1932 con una prima testata pubblicata dall’editore fiorentino Nerbini, ma è nell’aprile del 1949 che nasce l’albo in formato “libretto”, all’epoca pubblicato da Arnoldo Mondadori Editore. Fu subito amore a prima vista con i lettori, grandi e piccini. Ma nel 1938 a Bologna venne organizzato un Congresso di specialisti della letteratura infantile per ragazzi. A presiederlo c’era Filippo Tommaso Marinetti, ex leader carismatico del Futurismo e diventato poi uno degli intellettuali di punta del regime fascista. Egli propose di sostituire  “il regno delle fate con le storie dell’Impero Romano”.Non era nuovo a simili provocazioni: qualche anno prima, aveva affermato di voler distruggere la Nike di Samotracia e far assurgere la macchina a supremo ideale di bellezza…
Marinetti lanciò una crociata contro tutto ciò che era “americano”. Gli editori ed i direttori dei giornali vennero convocati a Roma per ricevere le direttive che prevedevano l’abolizione totale del materiale di importazione straniera, facendo eccezione per le creazioni di Walt Disney che si distaccavano dalle altre per l’alto profilo artistico. In realtà, il topolino più famoso del mondo si salvò dall’autarchia e dalla censura perché, molto più prosaicamente, Mussolini e i suoi figli erano suoi grandi ammiratori!
Strane storie per strani tempi…
Da allora, il settimanale a fumetti più famoso d’Italia ha attraverso indenne numerose tempeste ed ha accompagnato generazioni di italiani

Eleonora Belfiore

 

 

 

 

 

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