Maria Pia ci parla di sogni, di passioni e di come nasce una canzone dopo il caffè

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Maria Pia De Lellis ha quasi vent’anni è originaria di Castello del Matese, ma ormai Alifana d’adozione, una passione per la musica e una voce che sentiremo.

In pieno lockdown usciva il suo primo singolo, Via te, canzone malinconica e resiliente che in superficie sembra leggera e spensierata, ma che riflettendo sulle parole scopri che ad ogni ascolto ti lascia qualcosa in più.

Dal 1° luglio è disponibile Un giorno migliore e già si inizia a delineare un suo stile, le sue parole sono profonde, la melodia orecchiabile.

Le abbiamo fatte qualche domanda.

Come e quando è nata la tua passione per la musica?

Io ho sempre amato la musica, è sempre stato uno dei miei passatempi preferiti, anche quando ero bambina. Mentre i miei genitori lavoravano e mi lasciavano con i miei fratelli, guardavamo MTV e passavo le giornate così, a sentire musica che mio fratello metteva a tutto volume allo stereo. A 15 anni ho scoperto i Nirvana e molti altri artisti che mi hanno portato fin qui.

Sei un’artista completa, suoni la chitarra, canti e sei anche autrice delle tue canzoni.

Suono, canto e scrivo ormai da quando avevo circa 16 anni, ricordo ancora la mia prima canzone in cui c’era solo “yeah,yeah” con un motivo nella testa.

Con il tempo sono migliorata, ho scritto poi tante e tante altre canzoni di cui non ero mai pienamente soddisfatta fino a poco tempo fa, quando scrissi Via te. Questa canzone malinconica, un po’ catartica mi colpì da subito: era la più bella ma anche la più triste che avessi mai scritto. E proprio per questo non sapevo come comportarmi ed è anche per questo ringrazio le mie amiche e mio fratello che mi hanno convinta a crederci.

Come nasce una canzone? Hai un tuo segreto per concentrarti, un posto tuo?

Le mie canzoni nascono per caso, non le programmo mai. Le ho sempre scritte per esprimermi e non per altro, ho preferito sempre tenerle per me.

Di solito le mie canzoni nascono al mattino presto, dopo un caffè, sul letto con la chitarra in braccio e qualche parola che mi salta in testa o qualche pensiero che mi spinge a scrivere.

Quando è uscita la tua prima canzone quali sono state le sensazioni, paura di fallire, entusiasmo?

Quando è uscita Via te ero molto emozionata anche perché nessuno lo sapeva, nemmeno la mia famiglia, perché volevo che fosse una sorpresa e direi che è riuscita bene! Paura di fallire no, ero molto sicura di quello che stavo facendo, ero solo tanto tanto felice e soddisfatta.

 

Le tue canzoni sono molto fresche, ma allo stesso tempo profonde, mi ricordano tanto lo stile di Levante. Ti ispiri a lei in qualche modo?

Levante è una delle mie artiste italiane preferite, scrive e canta benissimo. E sì, si potrebbe dire che in qualche modo io mi ispiri a lei. Anche se voglio che emerga il mio modo di fare musica, uno stile mio, che mi appartenga del tutto.

C’è qualcuno che senti di ringraziare, per averti supportato, incoraggiato?

Ringrazio le mie amiche, che mi hanno sempre aiutato, incoraggiato e che mi sopportano ascoltando ogni volta i miei vocali lunghissimi in cui spiego e parafraso le mie canzoni per spiegare ogni minimo dettaglio. (ride, ndr)

Ringrazio mio fratello che mi ha sempre spinto a seguire questa mia passione e la mia famiglia, che mi ha sempre aiutato.

Poi c’è chi ha lavorato con me alla realizzazione di questo progetto e che ringrazio molto. Francesco Damiani che ha arrangiato e suonato le mie canzoni e Danilo Leone che si è occupato del mix e mastering.

Qual è stato il complimento più bello che hai ricevuto sulle tue canzoni?

Di complimenti ne ho ricevuti tanti, ma il più bello è stato stamattina ho ascoltato la tua canzone e ho pianto. A molti potrà sembrare strano, ma per me è qualcosa di straordinario! Perché significa che sono riuscita a trasmettere quello che ho sempre voluto. La mia emozione è arrivata a chi ascolta.

Qual è il tuo più grande sogno?

Di sogni ne ho tanti, di sicuro l’uscita di un mio album è uno dei primi, mi piacerebbe anche scrivere un libro di poesie. Chissà magari un giorno…

 

Maria Pia ha una cascata di ricci scuri, un sorriso dolcissimo e tanti sogni del cassetto che le auguriamo di realizzare!

di Annamaria Tartaglia

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