Moda e Territorio: Teresa Rubano, un’artigiana di gran classe ci racconta “All Black”

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ALIFE – “Nel mezzo del cammin di nostra vita/ mi ritrovai per una selva oscura […]”, recitava Dante Alighieri nell’incipit del suo primo canto dell’Inferno. Il “Sommo Poeta”, immagina di compiere il suo viaggio ultraterreno proprio a trentacinque anni e cominciando dall’Inferno. Nulla di più simile accade alla trentacinquenne alifana Teresa Rubano che quest’estate ha reagito ad un periodo molto difficile della sua vita (e da qui il nome del suo marchio “All Black/tutto nero”) proprio partendo dalla suggestiva Valle dell’Inferno, nel territorio compreso tra Piedimonte Matese e Castello del Matese, location della presentazione della sua prima collezione primavera-estate 2017, per la quale lei stessa ha posato come modella. “Il nome “All Black” rispecchia perfettamente l’oscurità che ha caratterizzato questi ultimi anni, ed il buio dal quale sono riuscita a risollevarmi”, ci ha confessato non senza emozionarsi Teresa.
L’abbiamo incontrata alle prese con le sue creature, gli abiti che disegna e cuce, e abbiamo notato, nella sua maestria e nella sua passione per questo lavoro, tutto l’entusiasmo di chi non ha abbandonato mai un sogno e di chi lo ha realizzato con la forza tipica di chi ha sofferto.
Una forte predilezione per la moda fin da bambina, sin da quando decise, cioè, di proseguire gli studi presso un’Accademia d’arte. Teresa è nata nel 1982, “essendo stata accudita dalla mia nonna materna, Maria, – ci dice – assistevo quotidianamente alla realizzazione artigianale dei suoi vestiti. A quell’epoca mia sorella maggiore, Paola, lavorava come sarta ed insegnava l’arte del cucito presso la sua stessa scuola; allora possedeva un modesto laboratorio sartoriale poco lontano da casa nostra”.
Il disegno e la moda alla base della sua passione, che col tempo hanno preso forma nel suo marchio “All Black”. Tutto è cominciato alla scuola per stilisti e modellisti, l’Euromode School di Caserta. “Ho avuto l’occasione di partecipare a tantissimi concorsi internazionali di moda. Nel 2005 ho avuto la fortuna d’essere stata scelta tra i 60 partecipanti selezionati tra giovani professionisti e studenti di scuole italiane e svizzere. Sono riuscita a classificarmi al terzo posto nell’ambito delle opere grafiche e vincere la medaglia di bronzo al concorso Moda&Acqua dell’associazione I.A.C.D.E (International Association Clothing Designers and Executives) a Venezia”, precisa Teresa e aggiunge: “Ricordo benissimo che fra i tanti, appena sei di noi emersero, tra cui io, e, me compresa, solo tre di noi erano italiani. La vittoria prevedeva la consegna di una scultura realizzata da “Vetro di Dog“ con oro 24K, che conservo gelosamente tutt’ora, come uno dei miei ricordi più preziosi. Ma soprattutto ebbi la fortuna di vincere un corso di formazione presso la sede Lectra di Milano, ed una licenza software Kaledo Style. Subito dopo il concorso partii per Milano, dove ho avuto l’opportunità di portare a termine uno stage per la stessa azienda. Successivamente la mia scuola mi propose di prendere l’abilitazione per l’insegnamento a Bergamo, casa madre della suddetta, cosicché potessi insegnare per loro. Ho lavorato per l’Euromode per circa un anno, contemporaneamente lavoravo anche per un’altra azienda di moda casertana dove incontrai, per un fortuito caso del destino, la testimonial di quel periodo: la cantante Elisa”.
E poi? A tarpare le ali del suo sogno le condizioni precarie di un paese che ha cominciato proprio allora ad essere in affanno. In quel periodo le imprese di moda italiane iniziarono a trasferire tutta la loro produzione all’estero, perciò i dipendenti erano costretti al trasferimento o, nel peggiore dei casi, al licenziamento. Una brutta esperienza che ha riportato Teresa ad Alife, dopo una breve permanenza a Firenze. Il paese natio spesso crea solide radici ma non è in grado di dare linfa per far crescere i suoi alberi, è vero ma non proprio. Un luogo comune potrebbe far pensare che ad Alife non c’è spazio per la creatività e invece… invece Teresa, dopo essere stata messa a dura prova da un problema di salute, ha aggiunto alla sua passione quella per il territorio e non solo ha lanciato un marchio di abiti interamente creati da lei ma ha scelto di far sposare sempre le sue creazioni con il meraviglioso territorio del Matese.
Ci dice Teresa: “Nel settembre 2016 ho perso mio padre, e nel febbraio del 2017 sono stata operata d’urgenza ai polmoni a causa di due pneumotoraci consecutivi. Ed è stato a questo punto che ho deciso di recuperare ciò che era stato mio. Sempre in quel periodo ho dato silenziosamente inizio al mio progetto attraverso indagini di mercato, immaginando come sarebbe stata la mia prima collezione. Così, una volta dimessa dall’ospedale, riesumai dei vecchi scatoloni dove avevo riposto le stoffe avanzate dai progetti a scuola e dei tessuti comprati a Prato molti anni fa. Con il poco materiale a disposizione, insomma, ho realizzato la mia prima collezione e fatto ufficialmente nascere il mio nuovo brand: All Black”.
Quest’avventura oggi è accompagnata e valorizzata da scatti unici nel suo genere. Partito il progetto, infatti, una fotografa di moda emergente di Alife, la giovane Filomena Cassese, studentessa di fotografia di moda e pubblicità presso l’Accademia delle Belle Arti di Napoli, ha deciso di immortalare le creature di Teresa. A partire dallo shooting successivo è nato il sodalizio con Filomena, infatti. E così poi è arrivata la seconda collezione, caratterizzata da sete e shantung in seta, e da capi particolari di cui parleremo in seguito. Un brand realizzato da un’altra giovane professionista, Sonia Ziello. “Volevo che fosse un marchio essenziale e minimale, – ci confessa Teresa – così com’è il nome, senza particolari fronzoli e decorazioni superflue ad appesantire, e Sonia è riuscita a capirmi benissimo senza troppi giri di parole”. Tanto bolle in pentola adesso, la collezione autunno–inverno è piena di creatività nella realizzazione di capi che hanno innanzitutto la peculiarità di essere pezzi unici.
La famiglia è la sua prima forza: Serena, Alessia, Laura e Ilaria. Posto d’onore alla sua prima fan, mamma Emilia.
E quindi il lieto fine è assicurato, anche il “Sommo Poeta”, d’altronde, nell’ultimo canto di ogni cantica della Divina Commedia, riesce sempre a “riveder le stelle”.
Adele Consola

“All Black-Abbigliamento” è la sua pagina facebook.

IN FOTO: TERESA RUBANO CHE INDOSSA UN ABITO ALL BLACK PRESSO LA VALLE DELL’INFERNO (PIEDIMONTE MATESE/CASTELLO DEL MATESE)

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