Museo Piedimonte, uno studio per decifrare le epigrafi romane

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Uno studio sulle epigrafi romane conservate a Piedimonte Matese per ricostruire le origini delle famiglie gentilizie e risalire alla organizzazione sociale della città di Cubulteria tra Alvignano, Dragoni e Caiazzo. È questa una delle prime azioni messe in campo dal nuovo direttore del museo civico Marrocco, Luigi Crimaco, che, in sinergia con il Comune, ha candidato il progetto al nuovo bando della Regione per accedere alle risorse finalizzate alla valorizzazione dei musei campani.
Poco più di 12 mila euro per iniziare una ricerca sulle iscrizioni conservate nel chiostro del complesso museale di san Tommaso D’Aquino, sede del museo civico di interesse regionale. I reperti provengono tutti dal territorio delle antiche Allifae e Telesia. Alcune sono sepolcrali, altre di confine, altre ancora sono di carattere giudico, regolano cioè le leggi in vigore sul territorio. Lo studio servirà a capire l’organizzazione e le attività commerciali, politiche e sociali delle famiglie gentilizie che vissero in questa parte dell’Alto Casertano.
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