PalArti Capodrise, il naufragio della Concordia nelle note di Magnotta

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CAPODRISE – Antimo Magnotta è un uomo nato due volte. Il 27 luglio 1971 e il 13 gennaio 2012, il giorno il cui è sopravvissuto al naufragio della Costa Concordia. Erano 17 anni che lavorava come musicista sulle navi da crociera: il “pianista sull’oceano” lo definivano gli amici, citando il bel film di Giuseppe Tornatore. La Concordia era un microcosmo sospeso sull’acqua che fluttuava con spensierata leggerezza tra le luci di Marsiglia e l’incanto della Sicilia, tra le feste di bordo e le serate di gala, illuminando la notte con il suo carico di meraviglia. A sei anni da quel disastro, che costò la vita a 32 persone, il 10 febbraio, alle 18, Magnotta, che di quell’albergo galleggiante era il pianista di bordo, sarà ospite del Palazzo delle Arti di Capodrise, per ripercorrere, in parole e in musica, un dramma che ha segnato la memoria collettiva e che l’ha cambiato per sempre, come uomo e artista. Presenterà, con Tina Raucci e Antonella D’Andrea, la seconda edizione di “Sette squilli brevi e uno lungo”, da lui scritto nei mesi successivi al naufragio. Il libro è stato riedito dalla “Spring”, storica e coraggiosa casa editrice casertana, che, nel 2017, con la direzione di D’Andrea, ha deciso di fare i conti con la modernità, iniziando una ricerca tra e nei legami dell’uomo e del territorio. Il racconto ha una nuova veste grafica, la prefazione del regista Andrea Lodovichetti e le illustrazioni di Gabriella Tirone. “Sette squilli brevi e uno lungo” (segnale di allarme generale sulle navi), però, non è la “semplice” cronistoria di quel 13 gennaio. Antimo ha provato, riuscendoci, ad arricchire l’ultima settimana di vita di quell’albergo galleggiante con inserti di rara umanità. Un reportage dell’anima, in cui ha raccolto storie su storie e le ha trasfuse nel racconto con intima partecipazione, dando voce alle proprie riflessioni e a personaggi che sono stati suoi compagni di viaggio: membri dell’equipaggio, passeggeri, clandestini. Gente che ha sempre qualcosa da dire, da confessare, da condividere. Oggi, Magnotta vive e lavora a Londra, dov’è pianista residente e direttore artistico del caffè del “Victoria and Albert Museum”. È un apprezzato compositore, un’interprete sublime e un seguitissimo instagrammer.

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