Piedimonte Matese, il Clan Eureka del Gruppo Scout Agesci traccerà la via dei pellegrini sulla “Francigena del Sud”

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PIEDIMONTE MATESE – Osservare, giudicare, agire. Questo ha fatto quest’anno il Clan “Eureka” del Gruppo Scout Agesci di Piedimonte Matese. Ha osservato tanti “pellegrini” passare per il proprio territorio per raggiungere Gerusalemme, che con un cellulare e qualche cartina stradale vagavano per le strade molto trafficate in cerca di un segnale, di una indicazione, di un aiuto per proseguire il loro cammino. Molti hanno proseguito senza aiuti, i più fortunati hanno incontrato persone che li hanno guidati presso strutture di accoglienza per il riposo o per i pasti.

Allora si sono rimboccati le maniche, come solo gli Scout sanno fare, ed hanno iniziato a capire meglio se i segnali della cosiddetta “Via Francigena” sparsi qua e là nel nostro territorio, rappresentavano o meno un valido aiuto per i pellegrini diretti in Terra Santa. Con enorme stupore hanno constatato che i pochi segnali trovati per strada, indicavano in linea di massima una direzione da seguire, ma che poi si perdevano nel nulla, senza offrire ulteriori indicazioni. In definitiva da Roma in giù, fino alla puglia, la strada dei pellegrini non è segnata.

Senza voler condannare il lavoro di altri, hanno giudicato questo fatto talmente assurdo che hanno deciso di agire. Agire come? Semplice, tenendo conto di tutto l’amore possibile per il territorio, la natura e la riflessione personale, hanno individuato e tracciato sulla carta un percorso meno trafficato, più a contatto con la natura e le piccole realtà dei paesi, per i pellegrini, che va da Piedimonte Matese a Roma. Impegnandosi, entro la fine di questo anno scout (giugno/luglio 2018) di tracciare e indicare lo stesso con le immagini del “pellegrino Francigeno” che riporta però anche il “Fazzolettone scout”.

Il 27 dicembre è partita questa avventura e incamminandosi da Piedimonte Matese (dove hanno la loro sede), sotto un diluvio d’acqua, hanno iniziato a segnare il percorso in Piedimonte Matese, Alife, Sant’Angelo D’Alife, Raviscanina e Verdesca.

La loro voglia non si ferma con il segnare il percorso, ma continuerà anche con l’individuazione dei posti di accoglienza, dei ristoranti, delle chiese e delle persone di buona volontà che vorranno ospitare e aiutare i pellegrini che transiteranno.

Questi ragazzi meravigliosi, amanti della natura, della solidarietà, del servizio al prossimo, nei prossimi mesi proseguiranno nel loro lavoro fino a raggiungere Roma… se per caso li incontrate date loro una parola di conforto, una stretta di mano, perché di ragazzi che aiutano il prossimo attraverso la riscoperta del territorio, ne abbiamo bisogno.

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