Settanta volte “Topolino”

0

 

La cover del Maestro Cavazzano

 

“Topolino”, il settimanale italiano a fumetti più venduto, ha compiuto 70 anni il 7 aprile.

Astrologicamente parlando, “Topolino” nasce sotto l’egida di un segno di Fuoco, elemento che dona passionalità e carattere fumantino. Il temperamento dell’Ariete tipico è infatti esuberante, entusiasta, pieno di iniziative e di energia per realizzarle. Segni zodiacali a parte, sicuramente questo è un anniversario importante che consacra il settimanale tra i più longevi in Italia.

In questa occasione,  la cover 3306  è stata disegnata dal Maestro Giorgio Cavazzano, che ha rivisitato in chiave moderna quella del 1949, in cui Topolino veste i panni del suonatore di banda.

Fin dal debutto nel cortometraggio animato “Steamboat Willie”, uno dei primi cartoon con sonoro sincronizzato della storia, Mickey Mouse ha rappresentato il “lato positivo” della vita.
(Quasi) sempre vestito con guantoni bianchi e bermuda rossi e in compagnia della sua vezzosa fidanzata Minnie, è il personaggio più amato al mondo, una vera icona pop.
Il personaggio venne presentato al mondo il 18 novembre 1928 con la proiezione, al Colony Theatre di New York, di “Steamboat Willie”.
Walt era ancora pieno di debiti ma aveva fiuto per gli affari: autorizzò da subito il merchandising della sua creatura. Una mossa che lo salverà dal fallimento finanziario.

L’avventura del topo nel nostro Paese è cominciata, in realtà, nel 1932 con una prima testata pubblicata dall’editore fiorentino Nerbini, ma è nell’aprile del 1949 che nasce l’albo in formato “libretto”, all’epoca pubblicato da Arnoldo Mondadori Editore. Fu subito amore a prima vista con i lettori, grandi e piccini. Ma nel 1938 a Bologna venne organizzato un Congresso di specialisti della letteratura infantile per ragazzi. A presiederlo c’era Filippo Tommaso Marinetti, ex leader carismatico del Futurismo e diventato poi uno degli intellettuali di punta del regime fascista. Egli propose di sostituire  “il regno delle fate con le storie dell’Impero Romano”.
Non era nuovo a simili provocazioni: qualche anno prima, aveva affermato di voler distruggere la Nike di Samotracia e far assurgere la macchina a supremo ideale di bellezza…
Marinetti lanciò una crociata contro tutto ciò che era “americano”. Gli editori ed i direttori dei giornali vennero convocati a Roma per ricevere le direttive che prevedevano l’abolizione totale del materiale di importazione straniera, facendo eccezione per le creazioni di Walt Disney che si distaccavano dalle altre per l’alto profilo artistico. In realtà, il topolino più famoso del mondo si salvò dall’autarchia e dalla censura perché, molto più prosaicamente, Mussolini e i suoi figli erano suoi grandi ammiratori!!!
Strane storie per strani tempi…
Da allora, il settimanale a fumetti più famoso d’Italia ha attraverso indenne numerose tempeste ed ha accompagnato generazioni di italiani.

L’augurio è che l’ avventurosa esistenza di Topolino possa proseguire con altre avventure capaci di sollecitare una lucida osservazione sui mali del mondo, diventando faro per coloro che restano smarriti di fronte all’inadeguatezza degli attuali modelli educativi.

Share.