TRANSUMANZA, QUESTA SCONOSCIUTA

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PIEDIMONTE MATESE – Non guardare al passato significa non avere futuro. Ma forse non è dello stesso parere chi ha definito “[…] una cosa dell’altro mondo” il passaggio, nel primissimo pomeriggio di domenica 3 dicembre, di una decina di meravigliose vacche nella centralissima Piazza Carmine a Piedimonte Matese. Un articolo sprezzante nei confronti di una nota e rispettabilissima famiglia matesina che in poche righe racchiude una inutile e sterile polemica a danno delle radici del nostro territorio. Il tutto senza sapere che i bambini in “pericolo” per il “giornalista” sono proprio quei bambini che in una fredda domenica di dicembre hanno preferito accompagnare i genitori in questa piccola avventura piuttosto che giocare con il tablet perdendo completamente il contatto con la realtà, com’è abitudine oggi. Un episodio percepito e raccontato come indecoroso per il Banco di Napoli, oltre che pericoloso per l’incolumità dei passanti.
Ma cos’è la transumanza? Incredibile che si dovesse ancora spiegare quando si tratta di un qualcosa ad un passo dal diventare patrimonio dell’UNESCO. Ad ogni modo la transumanza è una pratica che racchiude tutto il sapore del passato, quasi un rituale. Si tratta della “migrazione stagionale” (come la definisce Wikipedia) delle mandrie che si spostano da pascoli più collinari, come in questo caso, verso la pianura. Non a caso l’etimologia di questo termine “deriva dal verbo transumare, ossia: attraversare, transitare sul suolo. Il verbo è costituito con l’accostamento del prefisso latino trans che vuol dire: al di là/attraverso, e della parola latina humus, che vuol dire suolo/terreno”. Quattordici regioni europee insieme per un unico obiettivo: promuovere la candidatura Unesco della civiltà della Transumanza e del paesaggio rurale dei tratturi. Il progetto di cooperazione “Vie e Civiltà della Transumanza Patrimonio dell’Umanità” vede la candidatura immateriale e materiale a patrimonio Unesco, una candidatura internazionale che vede unite quattordici regioni europee con i rispettivi Local Action Group (Gruppi di Azione Locale in Italia). A guardare in un’unica direzione una bella fetta dell’Italia Centro-Meridionale (Abruzzo, Molise, Puglia, Basilicata e Campania) ma anche il Portogallo, la Francia, la Spagna, la Grecia e la Svezia.
“Se si fosse trattato di carrozzelle trainate da cavalli la scena avrebbe suscitato la stessa reazione? Trovo assolutamente sterile la polemica in questione. Com’è noto la Transumanza è un elemento di civiltà e poi il Matese è vissuto e vive di questo. Il Matese, e quindi i paesi che ne fanno parte, vive in piccola parte di turismo culturale ma per la maggior parte vive di turismo naturalistico e quindi non trovo nulla di scandaloso in quell’episodio bellissimo e normalissimo”. A dichiararlo Jolanda Capriglione, Presidente Unesco Caserta e docente di Estetica del paesaggio e Storia del giardino all’Università degli Studi della Campania “Luigi Vanvitelli”.
“Settembre, andiamo. È tempo di migrare. Ora in terra d’Abruzzi i miei pastori lascian gli stazzi e vanno verso il mare”
(I Pastori, Gabriele D’Annunzio)
IN FOTO LE VACCHE DELLA DISCORDIA

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