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Crivellato da colpi di arma da fuoco, di sicuro otto. É stato ucciso, dopo mezzanotte, Pasquale Zito, 21 anni, pregiudicato per estorsione, danneggiamento e considerato affiliato al clan D'Ausilio. Suo padre, allora capo clan, fu ucciso nel 2007. Secondo quanto ricostruito dalla polizia, nel quartiere di Bagnoli l'uomo era tra via Maiuri e via Morandi, dove vive, quando sono stati sparati 10 colpi, otto dei quali lo hanno colpito. Nonostante questo, l'uomo si è recato in ospedale San Paolo, molto probabilmente da solo, alla guida di un'Audi A1. Sul posto dell'agguato, dove la polizia è arrivata dopo una segnalazione di spari, sono stati ritrovati 10 bossoli calibro 9x21. Ieri sera un altro uomo era stato ucciso, al rione don Guanella, con un colpo al viso.

La Crisi ferma le nascite, 54% italiani usa contraccettivi

Pubblicato in Curiosità
Mercoledì, 23 Dicembre 2015 20:18

La crisi economica pesa sulle nascite: le donne diventano madri piu' tardi ed hanno meno figli, aiutate da un maggiore ricorso a metodi contraccettivi. E' questa la fotografia scattata dall'Istat nel rapporto 'Come cambia la vita delle donne'. La fecondità, spiega l'Istat, dopo aver registrato un minimo storico nel 1995, ha visto una lenta ripresa che è durata fino al 2010, dopodiché ha ripreso a diminuire, interessando sia le italiane che le straniere residenti. La nuova fase di diminuzione ­ sottolinea l'Istituto ­ a partire dal 2010 si sta realizzando in un quadro di congiuntura economica sfavorevole che spinge le donne, italiane e straniere, ad avere figli in eta' adulta. ''La contrazione della fecondità, aggiunge l'Istat, che si protrae ormai da anni, continua inesorabilmente a riverberarsi sul numero di figli: da un lato aumentano le donne con un solo figlio e dall'altro diminuiscono le donne con due o più figli in casa. A supportare il trend di minori nascita e' l'uso di metodi contraccettivi: In Italia la maggioranza della popolazione adulta, fino ai 54 anni, ne utilizza uno. Piu' attenti gli uomini con il 65,6% contro il 57,4 per cento delle donne che ricorrono prevalentemente alla pillola. Le differenze geografiche emergono nettamente: le regioni del Sud (Basilicata, Puglia, Calabria) sono in fondo alla graduatoria con prevalenze più basse di circa 10 punti percentuali rispetto ad altre del Centro­Nord (Liguria, Trento, Toscana). A queste si aggiunge la Sardegna anch'essa in cima alla graduatoria, con una percentuale elevata di ricorso a rimedi contraccettivi, pari al 65,6 per cento. Il livello d'istruzione conseguito assume rilievo nell'adottare o meno metodi anticoncezionali e le disuguaglianze appaiono più marcate tra le donne. L'utilizzo di almeno un metodo è maggiore tra chi possiede un titolo di studio elevato (70,5 per cento gli uomini e 62,4 per cento le donne tra i 25 e 54 anni) rispetto a chi invece ha conseguito al massimo la licenza di scuola dell'obbligo (rispettivamente 61,6 per cento e 50,8 per cento). Nel Mezzogiorno le giovani donne fino a 24 anni, rispetto alle loro coetanee che risiedono nel Nord del Paese, sembrano esporsi ad un maggior rischio di gravidanza: il 19,5 per cento non dichiara alcuna protezione, a fronte del 10,1 per cento nel Nord­est. tra le persone di 18­54 anni il metodo maggiormente impiegato e' il preservativo. Un quarto della popolazione di 15­54 anni ricorre alla pillola anticoncezionale (24,3 per cento) e uno su sei invece ricorre al coito interrotto (17,5 per cento). ''In un Paese a forte controllo della fecondità ­ conclude l'Istat ­ continua a diminuire il ricorso all'interruzione volontaria della gravidanza sia tra le italiane che tra le straniere.

E’ stato inaugurato oggi a San Cipriano d'Aversa (Caserta), nell'immobile di tre piani confiscato all'esponente di spicco del clan dei Casalesi Giuseppe Caterino, il nuovo comando della Polizia Municipale. La sede dei caschi bianchi è ubicata a pian terreno, mentre nei restanti due piani, entro breve tempo, troveranno spazio la protezione civile e il forum giovani. All'evento, oltre al padrone di casa Vincenzo Caterino, sindaco del comune casertano, c'erano il presidente della Provincia di Caserta Angelo Di Costanzo, il prefetto Arturo De Felice e i responsabili provinciali delle forze dell'ordine. "E’ una grande soddisfazione riappropriarci di un bene appartenuto alla criminalità – dice il primo cittadino di San Cipriano – quella di oggi è la testimonianza che lo Stato è forte ed è anche un incitamento alla cittadinanza a risollevarsi dopo anni di buio". L'amministratore però non nasconde le difficoltà di governare in un comune in cui per decenni boss potenti come Bardellino e Iovine l'hanno fatta da padrone. Tra arresti e condanne l'organico comunale è ridotto male, "con appena 39­40 dipendenti su un pianta organica di 96 unità", spiega Caterino; i vigili urbani, compreso il comandante Antonio Martino, sono appena tre. "Come si fa a controllare un territorio in cui vivono14mila persone con un personale così scarso?", si chiede il sindaco. "Ma noi andiamo avanti ­ continua ­ e dobbiamo farcela contro le difficoltà. E’ anche una questione di dignità e orgoglio". Prima dell'inaugurazione del nuovo Comando, il prefetto ha visitato il liceo Segre, oggetto di continui furti di computer, l'ultimo 20 giorni fa, quando i ladri hanno svuotato l'intera aula multimediale. "Come Comune abbiamo donato 5 computer, ma abbiamo anche chiesto alle altre istituzioni di intervenire subito e in maniera decisa perché i ragazzi non vanno lasciati soli", conclude Caterino.

Maxi frode fiscale sulla vendita di tartufi. La Guardia di finanza di Pesaro ha eseguito il sequestro preventivo di beni per un valore di 1,8 milioni di euro a carico di 4 rappresentanti di 3 aziende di Acqualagna che commerciano il tubero bianco. Stando alle indagini, due società, una con sede a Roma l'altra a Giugliano (Napoli), avrebbero fittiziamente venduto tartufi alle tre aziende, le quali però in realtà si erano approvvigionate direttamente da privati cavatori. Le verifiche delle Fiamme gialle hanno consentito di accertare che le società pesaresi, tra il 2010 e il 2013, hanno annotato nelle scritture contabili fatture per operazioni inesistenti per oltre 10,5 milioni di euro, evadendo l'imposta sul valore aggiunto appunto per circa 1,8 milioni. Su richiesta del pm, il Gip di Urbino ha emesso un decreto di sequestro preventivo finalizzato alla confisca per equivalente di 37 rapporti bancari e postali, 24 immobili nella provincia di Pesaro, un'auto e diverse quote societarie. Gli stessi quattro rappresentati avevano subito sequestri analoghi già ad aprile e giugno scorsi, nell'ambito di un'altra indagine condotta dai finanzieri di Urbino. Erano stati sequestrati loro beni per 800.000 euro circa, per acquisti di tartufo sempre con società 'cartiere' e un'evasione dell'Iva pari a 800 mila euro.

Usura: arrestato bancario ad Avellino,mora del 594% all'anno

Pubblicato in Cronaca
Giovedì, 22 Ottobre 2015 15:23

Un bancario ­ del quale non è stato reso noto il nome ­ è stato arrestato dai carabinieri di Avellino per usura. Numerosi gli episodi, dal 2008 al 2013, che la Procura di Avellino, che ha coordinato le indagini, contesta al 51enne dipendente di una filiale di un istituto di credito con sede nell'hinterland avellinese. Tra i casi eclatanti, quello di un imprenditore che non riusciva a rientrare dal prestito ricevuto dalla banca, a cui l'impiegato ha fatto accettare un piano globale prevedendo una mora giornaliera sul ritardato pagamento che risultava pari al 594 per cento su base annua. L'impiegato, grazie alla possibilità di accedere ai dati dei clienti in difficoltà, proponeva loro "a titolo di amicizia" soluzioni che prevedeva tassi di interesse molto oltre la soglia di legge. Nella sua abitazione, i carabinieri hanno sequestrato materiale utile a provare la sua colpevolezza. Il Gip del Tribunale di Avellino, sulla scorta dei risultati dell'inchiesta, ha firmato l'ordine di carcerazione con l'accusa di usura aggravata.

"Servono criteri oggettivi" per scegliere i senatori: ad esempio, i presidenti dei consigli. "Aprire invece una contrattazione nel Meridione sulla elezione libera dei senatori è incentivo fortissimo a trasformismo e mercato politico o anche peggio", con l'ingresso di "qualche pezzo di camorra democratica". Lo dice Vincenzo De Luca.

Il Napoli ha ricevuto solo intorno alle 22.15 l'ok di Roberto Soriano al trasferimento in azzurro e non c'è stato il tempo di chiudere ufficialmente il contratto e depositarlo in Lega. E' quanto si apprende da fonti del club azzurro che ricostruiscono la convulsa trattativa per il centrocampista della Sampdoria e della nazionale che non è stata chiusa per le 23, orario dello stop alle trattative, facendo fallire anche il passaggio di Camilo Zuniga alla Samp. Il Napoli ha anche chiesto alla Lega Calcio una breve proroga di circa un'ora, facendo leva sul fatto che sia Soriano che Zuniga erano in ritiro con le rispettive nazionali, il centrocampista a Coverciano e il terzino in Colombia, ma non ha ricevuto l'ok. L'estremo tentativo per portare Soriano a Napoli era quindi andato a buon fine ma solo all'ultimo minuto: intorno alle 21 Soriano non aveva ancora dato il sì definitivo, riservandosi di consultare anche i suoi genitori, ma a quel punto i dirigenti azzurri hanno dovuto modificare alcuni dettagli del contratto e si è andati fuori tempo massimo. La firma di Soriano sul documento, quindi, non è mai stata apposta, ma, si apprende da fonti del club, il nodo non era legato ai diritti d'immagine, che il Napoli vuole tassativamente tenere tutti per sé e spesso hanno causato un rallentamento nelle trattative di mercato. L'errore, si sussurra nei corridoi di Castel Volturno, forse è stato proprio quello di averci provato fino alla fine, creando un effetto attesa nei tifosi, che sono poi rimasti delusi all'ultimo minuto. L'affare Soriano resta quindi pronto, ma solo sulla carta (non firmata), con oltre due milioni di ingaggio per il giocatore e non si esclude che possa essere solo rimandata a gennaio.

Serata movimentata, quella di ieri, a Benevento, dove un giovane è stato denunciato dopo aver aggredito un poliziotto. E' accaduto al Rione Libertà. Secondo una prima ricostruzione, un 25enne si è sentito male in strada dopo essersi probabilmente iniettato una dose di droga. Un sospetto di overdose che è stato trattato immediatamente dai sanitari del 118 intervenuti sul posto dopo l'allarme lanciato da alcuni residenti che avevano visto il ragazzo steso sul marciapiede. Ad un certo punto, però, il giovane si è strappato dal braccio l'ago della flebo che i soccorritori gli avevano somministrato. Subito dopo il 25enne ha raggiunto la sua abitazione. Nel frattempo erano intervenute una volante della polizia e una pattuglia dei carabinieri. Alla vista degli agenti e dei militari, il giovane ha dato in escandescenza ed ha colpito uno dei poliziotti poi medicato in ospedale dove i medici gli hanno riscontrato ferite giudicate guaribili con una prognosi di sette giorni. Per il protagonista della vicenda è quindi scattata la denuncia per lesioni e resistenza.

I genitori lo hanno trovato impiccato nella cantina della loro abitazione ad Albori di Vietri sul Mare. Il giovane uomo, A.d.S. di 43 anni, ha lasciato una lettera ai genitori per dare una spiegazione del suo folle gesto: la mancanza di un lavoro. Nonostante fosse allegro e brillante, di recente aveva inspiegabilmente perso qualche chilo e si era rabbuito. Neanche la promozione in serie B della Salernitana, la sua squadra del cuore, gli aveva regalato qualche momento di gioia. Un malessere, il suo tenuto nascosto, fino a stamattina quando ha deciso di farla finita.

Si era offerto di aiutare una studentessa universitaria a trovare lavoro per pagarsi gli studi salvo costringere la ragazza ad avere rapporti sessuali con lui. Un pregiudicato di Sirignano è stato arrestato dai carabinieri su provvedimento emesso dal Gip del Tribunale di Avellino. Le indagini, coordinate dalla Procura avellinese, erano partite dalla denuncia della vittima degli abusi.

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