Toni Capuozzo a Pietravairano. I Marò: “Due giovani meridionali gonfi di amarezza”

Pubblicato in Cultura
Giovedì, 21 Aprile 2016 18:59

PIETRAVAIRANO – "Non sono un militarista ma in America chi indossa una divisa rappresenta il Paese. Per l'Italia non è così". Questa è la più amara constatazione emersa dall'incontro con Toni Capuozzo a Pietravairano. Pubblico numeroso e attento quello che lo scorso martedì 19 aprile presso la Sala Consiliare del Comune ha ospitato il celebre giornalista e inviato di guerra. Appuntamento che rientra in un ricchissimo programma di eventi culturali e sportivi coordinati da Giuseppe Angelone, docente presso la Seconda Università di Napoli. "Onoratissimi di ospitare un inviato di guerra che sul campo si sporca le mani, nel vero senso della parola", ha esordito Angelone cedendo il microfono al vicesindaco Raffaele Di Robbio per i saluti istituzionali anche da parte del sindaco Francesco Zarone, in viaggio istituzionale a Bruxelles.
"Una storia dimenticata non casualmente", queste le parole d'esordio di Capuozzo, a Pietravairano per presentare il suo libro sui Marò. Clima acceso sin dall'inizio, infatti, grazie alla testimonianza di un professionista che con fervore sta portando avanti la verità, raccontata ricostruendo i fatti, sullo spigoloso "caso Marò", "una storia di malagiustizia internazionale", com'egli stesso lo definisce. Il libro "Il segreto dei Marò" (anno 2015, 298 pag., Mursia) racchiude tutto il suo grande successo (20mila copie vendute) proprio a cominciare dalle due domande che l'autore pone ai lettori in quarta di copertina: "Ma vi sembra giusto che due indagati siano costretti ad attendere almeno 6 anni prima di potersi difendere da un'accusa infamante? E che scontino una pena anticipata?"
Apre con un giusto preambolo la discussione Capuozzo: "Dopo l'assassinio al Cairo del giovane ricercatore italiano Giulio Regeni si è avuta la percezione che i due Marò siano dei cittadini di serie B e che addirittura quei quattro operai sequestrati in Libia, due dei quali uccisi, siano stati addirittura cittadini di serie C". E poi, con il tipico fascino delle sue parole incalzanti e semplici ha spiegato al pubblico, incredibilmente attento, la scelta di scrivere di quella vicenda accaduta il 15 febbraio 2012. "Innanzitutto ho scelto di scrivere di loro perché si tratta di una storia ingiustamente trascurata, - ha continuato l'autore - e per questo l'Italia non ha fatto una bella figura, e poi perché conoscendo La Torre da dieci anni, lo conobbi in Afganistan, credo nella sua innocenza. E' straordinario il suo carattere mite e il suo attaccamento alla divisa". E poi prima di raccontare, con la sua tipica minuziosa precisione, la dinamica dei fatti, una attenta disamina di quello che era e che è la guerra: "Una guerra dove perdevano la vita i soldati, il primo e il secondo conflitto mondiale, mentre oggi si combatte una guerra che uccide i civili". E ritornando ai due Marò: "L'Italia delle Istituzioni non ha creduto a due suoi militari" le motivazioni sono, come si sa inspiegabili, ma tutto il ragionamento intavolato da Capuozzo porta a pensare che si tratti di interessi economici per i quali sembra che non si vogliano spezzare certi equilibri.
Poi il momento di spiegare i fatti, dinamica ampiamente nota ma dai retroscena, molto ben ricostruiti dall'autore, raccapriccianti. Uno fra tutti il fattore tempo. Il report stilato dai fucilieri italiani parla di un orario ben preciso, le 16:30, mentre da una videointervista, una delle poche prove non occultate, che riporta la testimonianza di uno dei pescatori che parla di un incidente accaduto alle 21:30. E poi ancora i particolari dell'autopsia, lavoro di un medico indiano, dal cui verbale si evince che il proiettile estratto dal cervello del pescatore risulta essere di gran lunga più grande di quelli dati in dotazione dalla Marina Militare.
Guardato con sospetto dalle case editrici, qualcuna ostile alla pubblicazione forse per evitare querele, "eppure nessuna querela ho ricevuto perché mi sono preoccupato di riportare fedelmente i fatti", ha affermato il giornalista Capuozzo stimato da molti proprio per questo. "Fatti che se non ci fosse in ballo la vita di due persone ci sarebbe da ridere per l'assurdità dei dettagli, visto che si tratta di due semplici indagati", ha continuato l'autore.
"Due giovani meridionali gonfi di amarezza", così Capuozzo ha definito Massimiliano Latorre e Salvatore Girone. La stessa amarezza che trapelava dal suo raccontare di loro. Della loro compostezza, del loro modo di amare il loro lavoro nonostante tutto. L'aspetto umano dei due militari, infatti, è quello che forse rende ancora più assurda questa vicenda.
"Lei è stato guardato con sospetto da qualche casa editrice, come ci ha detto, e anche dalle Istituzioni, a quanto sembra. E l'informazione?", gli abbiamo chiesto. Precisa la sua risposta: "L'informazione ha annusato che la classe politica non vuole che se ne parli di questa vicenda". Non troppo ottimista sull'epilogo della stessa si è congeda lasciando tutti ancora una volta con l'amaro in bocca perché si continua a trattenere, chissà per quanto altro tempo ancora, quelli che ad oggi sono semplicemente due indagati, che nonostante tutto portano ancora la loro divisa con orgoglio.

Toni Capuozzo ospite a Pietravairano, martedì 19 aprile

Pubblicato in Eventi
Mercoledì, 30 Marzo 2016 18:25

PIETRAVAIRANO - Oggi, al Tribunale arbitrale internazionale dell'Aja si sta discutendo della richiesta avanzata dalle autorità italiane del rientro in patria del fuciliere di Marina Salvatore Girone, illegalmente detenuto in India da ben 4 anni, e di stabilire la competenza sulla giurisdizione di tutta l'annosa questione dei "Marò". Le autorità indiane si oppongono a tali richieste giudicandole "inammissibili", nonostante le lungaggini delle loro corti di giustizia. Sta di fatto che la vicenda rappresenta una delle pagine più VERGOGNOSE della politica internazionale italiana degli ultimi decenni! Tre presidenti del Consiglio, altrettanti ministri degli Esteri e della Difesa (a cui vanno aggiunti pure due presidenti della Repubblica) ed il problema è ancora lontano dalla sua soluzione!
Se ne discuterà a Pietravairano, ospite TONI CAPUOZZO, uno dei più importanti giornalisti ed inviati di guerra, da anni conduttore della rubrica di approfondimento "TERRA!", ed autore del libro "IL SEGRETO DEI MARÒ", edito nel 2015, che sarà presentato MARTEDÌ 19 APRILE 2016, alle ore 18.00, presso la sala consiliare del Comune.
Sarà possibile acquistare il libro anche durante la presentazione grazie alla collaborazione con la Libreria Boccia di Vairano Scalo.

Terra Bruciata - Giuseppe, attore 'protagonista'

Pubblicato in Video
Giovedì, 29 Maggio 2014 18:53

RadiCe sul set di "Terra Bruciata", il docu-film sullo stragismo nazista di Luca Gianfrancesco.
Intervista a Giuseppe Filippone, classe 1933.

L'intervista è stata caricata anche sul nostro canale youtube:

https://www.youtube.com/watch?v=CgP61wjEM94


Immagini di Federica Landolfi e Adele Consola.
Editing Federica Landolfi

INTERVISTA: Terra Bruciata, parla il prof. Angelone

Pubblicato in Attualità
Lunedì, 26 Maggio 2014 11:28

RadiCe assiste a Vairano Patenora (Ce) al 'ciak si gira' di Terra Bruciata, un docu-film sulle violenze naziste nell'Alto Casertano di Luca Gianfrancesco. L'intervista al prof. Giuseppe Angelone, docente di Storia del Cinema alla Seconda Università di Napoli, nonchè consulente scientifico della produzione.

Il contributo è stato caricato sul nostro canale Youtube, presto sarà inserito anche nella sezione VIDEO di Radice. 

Immagini di Federica Landolfi e Adele Consola

Editing di Federica Landolfi

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