" /> Vocaboliamo
La parola deriva dal greco Pharisaios e nella sua accezione originale significa "separato", riferendosi ai seguaci di una antica setta ebraica che praticava l'osservanza rigida e formale della legge mosaica; separati, appunto, dalla comune osservanza. Il significato figurato è radicalmente legato alle invettive di Gesù Cristo contro i farisei, considerati persone ipocrite e formali.Insomma, diremmo oggi che i farisei sono dei "duri e puri", fiscali, ligi al dovere e interpreti alla lettera della legge. Sarebbero, dunque, farisei tutti quelli che rispettano le regole fino in fondo, anche se questo può essere deleterio per se stessi, dura lex, sed lex, recita…
Una lingua in continua evoluzione la lingua italiana, tanto che dizionari come lo Zingarelli, per esempio, ogni anno accolgono nuove parole, locuzioni nate per innovazioni culturali, tecnologiche e di costume.Anche il termine "curvy" sotto le luci della ribalta. Quelle che un tempo erano chiamate "maggiorate" oggi sono "curvy", appunto. La donna "che ha forme piene, abbondanti" (questa è la definizione), dopo aver conquistato sfilate e passerelle (seconda a Miss Italia 2016 la "curvy" Paola Torrente) il termine entra a pieno titolo nella lingua italiana, e si fa spazio nello Zingarelli 2017. E con esso entrano "pitonato", "antieuropeismo", "bullizzare", "stepchild adoption",…
Non è corretto pensare che l'italiano sia una lingua stabile e omogenea. Al contrario: è sempre incline al cambiamento, che lo si rintraccia soprattutto nel lessico: la branca della linguistica che si occupa delle parole. E' difficile infatti stargli dietro, poiché a lungo andare decide di adottare neologismi – parole completamente nuove – a discapito di altre, che ormai non usiamo né sentiamo più, o quantomeno, ne limitiamo l'uso. Ci sono parole, poi, più di altre, che proprio facciamo fatica a utilizzare. Ecco un elenco di 5 termini diventati 'vintage': Il primo è 'Sacripante': È un personaggio dell'Orlando innamorato di…
La lingua italiana è bella perché è varia e ricca di vocaboli, talvolta con significati dalle sfumature diverse. Tra questi, ce ne sono molti poco conosciuti e poco usati. Come il termine "querulo." La parola deriva dal latino "queri", che vuol dire, appunto, lamentarsi. Però c'è una lieve ma sostanziale differenza. Chi è querulo è colui che si lamenta per cose da poco, e in maniera vezzosa. E il suono della parola connota bene questo significato. Ciononostante è una parola non aggressiva: quindi i piagnistei da parrucchiere, se queruli, vengono visti bonariamente, senza giudizi altezzosi o infastiditi.
Il latino, si sa, è alla base di molte lingue odierne e la sua bellezza si cela in molte locuzioni e sintagmi che ancora oggi citiamo non di rado. Vuoi per fare bella figura sfoggiandole nei contesti più disparati; o citarle senza neanche rendersene conto perché fanno parte del nostro bagaglio culturale che ancora oggi sopravvive, nonostante i più l'hanno lapidariamente decretata come lingua "morta." Una frase di incontestabile bellezza sintattica e per il suo significato è "Omnia Vincit Amor", letteralmente "L'amore vince su tutto". E' un emistichio, cioè una parte del verso virgiliano tratto dalle Bucoliche (X, 69) che…
Il detto salvare capra e cavoli ha un suo preciso significato. Vuol dire che vengono tutelati, favoriti due o diversi interessi presenti in una data situazione attraverso un'unica decisione. L'espressione deriva da un famoso gioco di logica, dove un contadino deve trasportare su una barchetta, da una sponda all'altra di un fiume, un lupo, una capra e dei cavoli. La peculiarità del gioco consiste nel fatto che il contadino può trasportare solo una cosa per volta e non può lasciare il lupo da solo con la capra sennò se la mangerebbe, e lo stesso la capra con i cavoli.
Da sempre simbolo di fertilità, abbondanza e fortuna, raffigurato nelle varie iconografie nelle mani di dee o di Cristo, si presenta come un vocabolo dalle mille grafie. Melagrana, melograno, mela granata, melo granato, o pomo granato? Insomma il frutto dell'abbondanza, non può non abbondare anche con le varianti. Partiamo dall'inizio. Il suo nome scientifico Punica granatum deriva dal latino punicus perché così lo chiamò Plinio ritenendolo originario dell'Africa Settentrionale. Le radici della pianta, ogni parte del frutto e i fiori erano usati nella farmacopea, come illustra un noto medico senese del cinquecento. E il Mattioli è lo stesso che ha…
E' proprio vero che nessuna parola nasce dal nulla. Come la parola "tramezzino". E' al poeta abruzzese, Gabriele D'annunzio, che si deve l'invenzione del termine che tutt'ora usiamo, da preferire all'inglese "sandwich". Un triangolo isoscele di soffice pancarré farcito con ogni ben di Dio, nato nel retrobottega del caffè Mulassano di Torino, nel lontano gennaio 1926. A battezzarlo così fu D'Annunzio che, osservando la forma di pane a cassetta da cui si ricavava il sandwich imbottito, pensò alla «tramezze» della sua casa di campagna. Quest'anno il tramezzino compie 90 anni. Ma riesce ancora ad appagare l'appetito di molti italiani.
Il termine mancia deriva probabilmente dall'antico francese: da "manche", cioè la manica, che la dama era solita donare al proprio cavaliere ogniqualvolta vinceva un torneo. Da qui l'accezione moderna del termine "mancia" che oggi utilizziamo per indicare un piccolo regalo in denaro che si usa dare a chi ha reso un servizio o una cortesia, in aggiunta al compenso dovuto. Non è raro l'uso del diminutivo 'mancetta' per indicare un regalo poco cospicuo; o in famiglia lo si usa per indicare la paghetta settimanale, con il significato quindi di 'paga'.
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